Meno carne rossa: meno rischi per la salute dell’Uomo e del pianeta

Pubblicato il 13 settembre 2012

Uno studio condotto in UK ha evidenziato che consumare meno carne rossa comporta meno rischi per la salute dell’Uomo oltre che quella del Pianeta in termini di riduzione di emissioni di Co2.

little meat steak

Ridurre al minimo il consumo di carne rossa non solo riduce l’incidenza di malattie cardiache, del diabete e del cancro intestinale dal tre al 12%, ma riduce anche le emissioni di anidride carbonica (CO2) di 28 milioni di tonnellate l’anno, pari a 0,45 tonnellate pro capite, dato relativo alla sola Inghilterra (carbon footprint, letteralmente: “impronta di carbonio” è la “misura dell’impatto che le attività umane hanno sull’ambiente in termini di ammontare di gas serra prodotti, misurati in unità di diossido di carbonio”) .

I co-autori dello studio dell’ Istituto di Sanità Pubblica dell’Università di Cambridge, Louise M. Aston, James N. Smith e John W. Powles, hanno utilizzato i dati del British National Diet and Nutrition Survey 2000-2001 per stimare i consumi di carne rossa della popolazione inglese.

Hanno pubblicato i dati delle analisi del ciclo di vita per quantificare la media delle emissioni di gas ad effetto serra per 45 diverse categorie di alimenti, poi hanno messo a punto una possibile alternativa “controfattuale”, sulla base di un raddoppio della percentuale di intervistati che hanno dichiarato di essere vegetariani – il 4,7 % degli uomini e il 12,3 %delle donne – e i restanti adottando la dieta a ridotto consumo di carne.

Riducendo il consumo medio di 91-53 grammi al giorno per gli uomini e 54-30 grammi per le donne, i calcoli hanno dimostrato quanto ciò abbia ridotto sensibilmente il rischio delle malattie suddette.

I ricercatori riconoscono che i loro dati, pubblicati sulla rivista online BMJ Open, si riferiscono a dieci anni fa, ma l’indagine nutrizionale più recente (2008/9) riporta dati sostanzialmente simili e persino leggermente superiori per il consumo di carni rosse lavorate.

La dottoressa Louise Aston è certa che: ‘Questo indichi che le nostre stime restano attuali e che evidenzino la necessità di intervenire per evitare ulteriori aumenti di consumo nella popolazione del Regno Unito.”

Mentre può essere più difficile per le persone comprendere l’impatto diretto che il cambiamento climatico avrebbe su di loro, è molto più facile capire l’impatto sulla salute.

Le Raccomandazioni dietetiche non dovrebbero più essere basate solo sui diretti effetti sulla salute” e questa doppia consapevolezza potrebbe “ spingere l’umanità verso un futuro sostenibile” conclude.

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