La più grande bugia dell’umanità sulle origini dell’umanità

Pubblicato il 21 agosto 2014

matrifocale

Tutti noi abbiamo appreso la storia delle origini dell’umanità sui banchi di scuola. Uomini pelosi ricoperti di pellicce di animali e armati di clave o di lance rudimentali, dediti alla caccia. Donne accovacciate accanto al fuoco, intente a cucinare. prima nomadi, poi poco per volta stanziali, fino alla formazione di piccoli villaggi fatti di capanne, ecc. ecc. L’uomo delle caverne, appunto. Peccato che probabilmente sia tutto da rifare, o meglio da (ri)raccontare.

Per secoli infatti gli studi archeologici e preistorici sono stati monopolio esclusivo di esperti di sesso maschile, che si sono sempre trovati concordi, salvo rare eccezioni, con la medesima lettura dei reperti e la conseguente ricostruzione della realtà preistorica, relegando incongruenze e contraddizioni sotto l’ombrello degli “insondabili misteri del passato”.

Tutto questo fino a circa 50 anni fa, quando cioè questi illustri signori hanno cominciato ad essere affiancati dalle prime donne archeologhe, nonché antropologhe, storiche, linguiste, esperte di religioni, filosofe, ecc. Ed è così cominciata ad emergere una realtà completamente diversa.

Per esempio la presenza, anzi l’abbondanza di statuette femminili, una diversa dall’altra ma con alcune caratteristiche simili e costanti, risalenti a un periodo che va dal paleolitico medio (musteriano, 120.000/40.000 anni fa) agli ultimi millenni prima di Cristo, in tutta l’area del mediterraneo: dalla Siberia all’Asia, fino alla Cina e al Giappone e nel continente sud-americano. Praticamente in tutte le terre emerse. L’abbondanza di questi ritrovamenti così antichi è tale da far ipotizzare che all’epoca ci fossero più statuette che esseri umani. Tuttavia, non esiste l’equivalente rappresentazione maschile dell’umanità fino all’apogeo della cultura ellenica.

Come mai, dunque, venivano rappresentate solo le donne, e con tale impressionante dedizione? E che ruolo avevano quindi gli uomini in queste antichissime società ? Negli ultimi 30 anni sono state realizzate moltissime ricerche su questo argomento, da studiose ed esperte delle accademie di mezzo mondo. Tuttavia i risultati ottenuti hanno dovuto scontrarsi con la ferrea omertà della cultura patriarcale imperante, ben decisa a non cedere neanche di un millimetro il suo potere.

IL PATRIARCATO COME FORMA MOLTO RECENTE DI ORGANIZZAZIONE

Ma perché il patriarcato si dovrebbe sentire minacciato da simili scoperte archeologiche? Semplice: perché queste hanno dimostrato che la cultura patriarcale è relativamente recente, comincia ad emergere cioè solo intorno al 5000 a. c., e impiega poi ben tre millenni per stabilizzarsi definitivamente. In altre parole, se l’età dell’umanità fosse rappresentata dal quadrante di un orologio, il patriarcato non occuperebbe che gli ultimi cinque minuti.  Ma quello che spaventa di più, probabilmente, la mentalità’ fallocratica è che gli ultimi millenni di potere sono stati preceduti da decine di migliaia di anni di civiltà basate sulla centralità femminile.

Attenzione: non è utilizzata volutamente la parola “matriarcato” perché sarebbe fuorviante, in quanto contrapposizione di idee e principi legati al modello patriarcale. Di conseguenza, si preferisce usare l’aggettivo “matrifocale”, o “matrilineare” per definire il lunghissimo periodo in cui l’umanità è stata governata da principi femminili.

COME FUNZIONAVANO LE SOCIETA’ “MATRIFOCALI?”

Non possiamo qui riassumere in poche righe tutti i valori e le caratteristiche di queste civiltà, ma vorremmo almeno riassumerne i tratti singolari:

Nelle civiltà preistoriche femminili, anche dette civiltà antiche, non esistevano la famiglia, la proprietà privata, la gerarchia, la guerra. La divinità era femminile, identificata con la Madre Terra e la maternità in generale. Non c’era separazione tra il sacro e il profano, anzi meglio sarebbe dire che il concetto di profano era sconosciuto: tutto ciò che accadeva sulla terra era sacro, e per tanto onorato come tale.

La società era organizzata in piccoli clan che avevano come referente per tutte le questioni pubbliche e private la donna più anziana. Tutte le decisioni venivano prese collettivamente da gruppi di donne che allevavano anche i figli.

Le donne erano: sacerdotesse, guaritrici, raccoglitrici di erbe per l’alimentazione e per la cura, cuoche (ovvero chimiche che studiavano la combinazione degli alimenti), inventrici (l’ago è una delle più antiche invenzioni dell’umanità), artigiane (ovvero artiste: le anfore e i primi utensili sono tutti a forma di donna, o ispirati alle forme femminili, all’idea materna di ‘contenere, proteggere, conservare’) custodi della memoria e delle tradizioni.

LE INVENTRICI DELLA PREISTORIA

Alle donne della preistoria si devono alcune tra le più importanti invenzioni dell’umanità, tutt’oggi fondamentali per la sopravvivenza del nostra specie: l’agricoltura (furono le raccoglitrici le prime esperte di vegetazione, che capirono il rapporto tra seme e germoglio, che scoprirono come, dove e quando seminare per poter raccogliere: la marra, primo aratro della nostra civiltà, fu invenzione e strumento femminile per antonomasia); la conservazione degli alimenti (cottura, essicazione, ecc. e tutti i procedimenti per creare delle riserve di cibo); l’allevamento del bestiame (furono sempre le donne ad addomesticare i primi animali selvatici, attaccandosi i cuccioli al seno, si fecero amici i lupi, i tori, gli agnelli, ecc.); l’abbigliamento (cucendo insieme pelli di animali); il fuoco (se non abbiamo la certezza che sia stata una donna a scoprire come conservarlo, ci sono molte probabilità chi sia stata una donna a scoprire come utilizzarlo per cucinare, e di conseguenza per fondere, per rendere resistente l’argilla, ecc. Del resto, erano vestali le custodi del ‘fuoco sacro’…).

Tutto questo non è frutto della fantasia di qualche femminista invasata, bensì un brevissimo riassunto dei risultati di centinaia di ricerche serissime, scientificamente documentate e accademicamente riconosciute. (per una prima ricerca bibliografica consiglio www.universitadelledonne.it alla voce mito/religioni).

IL RUOLO DEGLI UOMINI

E gli uomini cosa facevano nel frattempo? Di sicuro cacciavano, ma anche qui, non da soli. La caccia, non potendo contare su armi elaborate, non era un’attività solitaria nella preistoria e dunque doveva per forza essere un evento collettivo, al quale con ogni probabilità partecipavano anche le donne. A riprova della presenza femminile anche nelle foreste infestate dalle fiere, le tante dee della caccia sopravvissute nelle culture patriarcali. Poi probabilmente gli uomini avevano anche altre mansioni, ma sempre in qualche modo subordinate al femminile.

Questi sistemi di civiltà matrifocali hanno cominciato a entrare in crisi intorno al 5000 a.c., secondo un’evoluzione non-lineare e un andamento a macchia di leopardo, per essere poi definitivamente soppiantati dal modello patriarcale intorno al 2000 a.c. Ci sono voluti ben 3000 anni affinché il processo di transazione si completasse, non senza rigurgiti e resistenze in alcuni casi strenue e accanite. Che cosa è successo durante quei 3000 anni, in pratica che cosa ha causato questo ribaltamento del potere, sarebbe un interessante campo di studi che certamente sarà investigato nei prossimi decenni.

IL DECLINO DELLE SOCIETA’ A MATRICE FEMMINILE

In questo caso, ci limiteremo a suggerire alcune ipotesi. Innanzitutto: se le cose stanno così, se il patriarcato cioè è stato preceduto da decine di migliaia di anni di cultura femminile, e se il potere sacro e inviolabile della Grande Madre è stato strappato con rabbia e violenza da una minoranza sottomessa e frustrata dopo alcuni millenni di lotte, questo spiegherebbe l’accanimento con cui il nuovo potere abbia sistematicamente represso e discriminato il genere femminile nei secoli successivi e fino ai nostri giorni, di come abbia ostinatamente cercato di precludergli qualunque accesso alla cultura, al sapere, al lavoro, all’arte, alla libertà di movimento e di pensiero, come abbia fatto in modo di gestirne la sessualità, appropriarsi della sua capacità riproduttiva, e sottometterlo in tutti i modi possibili e immaginabili. Francamente una determinazione altrimenti difficile da comprendere, se non con la folle e inconscia paura di riperdere ciò che era stato così faticosamente conquistato, e con la segreta e terrorizzata consapevolezza di quello che il femminile avrebbe potuto fare se fosse stato lasciato libero di muoversi e di esprimersi.

Secondariamente, sembrano anche più comprensibili le diffuse difficoltà relazionali che tutt’oggi esistono tra uomini e donne: forse sono il retaggio di quei 3000 anni di lotte feroci per il potere?

Concludiamo con una riflessione: l’avvento del patriarcato, seguito dalle tre grandi religioni monoteistiche, tra le tante conseguenze che ha avuto, ha depredato l’umanità di un aspetto fondamentale per l’equilibrio globale: la sacralià’ del principio femminile, il rispetto per quella Madre Terra da cui la nostra sopravvivenza dipende, e il riconoscimento della sua generosità. Alcuni millenni di patriarcato, sventolando la bandiera della mascolinizzazione di dio, hanno portato nel mondo guerre e distruzioni di ogni sorta, il bieco sfruttamento delle risorse, la disumanizzazione dei suoi abitanti, la perdita dei principi e della speranza. Una fine ingloriosa sembra aspettarci dietro l’angolo. Forse sarebbe il caso di riaprire le porte e i cuori alla Grande Madre, violata dagli uomini e dimenticata dalle coscienze…

 

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Johann Jacob Bachofen (1815-1887)- Il matriarcato. Ricerca sulla ginecocrazia nel mondo antico nei suoi aspetti religiosi e giuridici, 2 voll., a cura di Giulio Schiavoni, Giulio Einaudi editore, Torino 1988.

UBERTO PESTALOZZA (rettore Università di Milano) 1966– L’ETERNO FEMMINEO MEDITERRANEO

MARJA GIMBUTAS, (Università della California, Los Angeles)1994 – IL LINGUAGGIO DELLA DEA – LE DEE VIVENTI

MERILIN STONE (Università di New York, Buffalo) – QUANDO DIO ERA UNA DONNA

TILDE GIANI GALLINO (Università di Torino) – LE GRANDI MADRI

LUCIANA PERCOVICH (Libera Università delle Donne, Milano) – OSCURE MADRI SPLENDENTI

SARA MORACE – Origine donna: dal matrismo al patriarcato

- L’origine femminile dell’umanità. Dialoghi, lezioni, articoli, (a cura Dario Renzi Sara Morace )

MARGARET R. EHREMBERG – Donne nella preistoria.

HEIDE GOETTNER ABENDROTH – “Le società matriarcali – Studi sulle culture indigene del mondo”, un testo monumentale sulle comunità matriarcali tutt’oggi esistenti nel mondo, messe in relazione ai modelli originari preistorici. Il tomo, 700 pagine, ne contiene 40 di bibliografia.

Ma l’elenco di studiose a livello internazionale che hanno contribuito alla scoperta e alla ricerca sulle civiltà antiche sarebbe lunghissimo: Chandra Talpade Mohanty, Bell Hooks, Andrea Smith, Angela Davis, Anne McClintock, Pat Armstrong, Saba Mahmood, Sandra Harding, Patricia Hill Collins, Joan Scott, Linda Alcoff, Sonali Shah, Laura Maria Augustin..solo per nominarne qualcuna.

Un articolo interessante: http://www.centrostudilaruna.it/il-femminino-sacro-e-la-ricerca-dellunita-perduta.html

 

 

Di seguito il breve video che raffigura, con una raccolta d’immagini, alcuni degli affascinanti reperti che una volta ritrovati hanno aperto la strada a nuove ricerca archeologiche e storiografiche. Il titolo “Mia madre ha partorito mio padre”, è ripreso dall’aforisma di Mansur Al-Hallaj, martire sufi morto nel 922 d.C.

 

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PER APPROFONDIRE Tags
  • michele

    Femministe . Femministe ovunque

    • Marta Franceschini

      Rassegnati, mio caro. Veniamo da secoli di maschilisti. Maschilisti ovunque.

      • Pino Irsuti

        Prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr

      • Silverxy1965

        Tu quanti secoli hai, tesoro?

  • Pino Irsuti

    Bello spacciare articoli come questo per “storia” invece che “propaganda”

    • Marta Franceschini

      se invece di giudicare ti prendessi la briga di documentarti, scopriresti che io non spaccio, né vendo niente…

    • Fabiola Vassura

      lo. usi mai il cervello, al posto dell’organo sessuale per pensare? o é proprio un’attività che non ti appartiene?

      • Pino Irsuti

        Che commento sessista. Tipico.

  • gilda caronti

    Secondo me la risposta sta nel fatto che, a causa della divisione dei ruoli, in cui fu affidata ai maschi la gestione della “forza”, questi “guerrieri”, come sempre accade, abbiano assoggettato il genere femminile e la sua intelligenza pragmatica e riflessiva con il ricatto della “protezione”…. In pratica le pacifiche civiltà gilaniche sono sfociate nelle società guerriere e gerarchiche di stampo mafioso

    • Massimo

      Non mi sembra molto pragmatico e riflessivo farsi spodestare dal ruolo di matriarca in cambio di protezione…e poi protezione da cosa se ho letto nell’articolo che con la donna al centro dell’universo non c’erano ne guerre ne violenza?

      • Marta Franceschini

        Infatti, anch’io non credo che la posta in gioco sia stata la protezione, almeno inizialmente. Immagino piuttosto che possa aver fatto gola il potere concentrato nelle mani del femminile, che indubbiamente doveva essere enorme…E dato che il potere è di per sé un processo degenerativo, può darsi che abbia dato luogo ad abusi e ingiustizie. C’è un altro discorso da fare: inizialmente, e per un lungo periodo, non c’era la coscienza che la procreazione dipendesse dall’atto sessuale. La gravidanza e il parto erano considerati atti divini, così come il menarca mensile delle donne, altrimenti inspiegabile (come poteva la donna perdere sangue e non morire? e infatti il sangue mestruale fu considerato sacro fino alla cultura minoica…). E’ possibile che la scoperta del legame tra sessualità e procreazione (probabilmente risalente ai primi allevamenti del bestiame, nel neolitico) abbia incrinato il mito della superiorità femminile a favore di una parità dei ruoli, e che il processo sia poi proseguito ben oltre l’equilibrio. Una cosa è certa e storicamente approvata: la proprietà privata nasce con la consapevolezza della paternità. la “proprietà” del figlio/a è la prima di una lunga serie….

        • .g.e.o.

          Ma tu, c’eri?

          • Kaimanus

            Quante chiacchiere. Tra non molto arriverà il califfato grazie alle frotte di islamici che state facendo entrare in Italia e tutte queste sterili discussioni finiranno. Tutte il burka e zitte a casa . La prima che fiata lapidata nella pubblica piazza hahaha

          • Sardas….

            Quelli del califfato e gli altri che stanno invadendo l’Italia sono i nuovi Kurgan, coloro che distrussero le società gilaniche…

            La storia si ripete, insegna ma non ha scolari come diceva Gramsci…

            Nella nostra società finalmente stavamo raggiungendo la parità ( senza maschilismo o femminismo ) ma con il ritorno al matriarcato e ora arrivano questi e le cose si mettono male…

            Speriamo solo di non fare la fine della Svezia, dove dietro l’apparente femminismo sta nascendo un paese basato sull’islamismo, quindi il peggior patriarcato di cui ci eravamo quasi liberate in Italia …

            Un saluto dalla matriarcale Sardegna, che oggi come ieri dai mori ( arabi,africani ) e gli altri che ci stanno ( compresi americani e pure italiani eh eh ) se pretendono di conquistare la nostra Terra non glielo permetteremo ma resisteremo per la libertà ! …

  • Ettore

    Johann Jacob Bachofen (1815-1887) si starà rivoltando nella tomba visto che è sua l’ipotesi matriarcale che è credibile ma ben difficile da dimostrare. E’ scorrettissimo tagliare
    fuori lo studioso che ha affrontato per primo la questione solo per dimostrare a tutti i costi la propria fantasiosa teoria.
    Le molte statuette che raffigurano donne con organi sessuali ben evidenti non potrebbero essere “immagini pornografiche” ? A qualcuno il dubbio è venuto.

    • Marta Franceschini

      caro Ettore, Bachofen non è stato tagliato fuori, almeno nelle mie intenzioni, ma è semplicemente superato: non credo che se parli di Newton devi per forza nominare Galileo, perché è stato il primo a ipotizzare che la terra girasse intorno al sole… Quanto all’ipotesi delle immagini pornografiche…oltre a essere ridicola (visto il numero di statuette rispetto agli abitanti: una sorta di ‘sesso-matto’ della preistoria?), mi sembra la tipica e ennesima lettura ‘maschile’, che non riesce a vedere più in là del suo…’naso’…Comunque, credimi, non volevo assolutamente essere scorretta, men che meno con Bachofen, che stimo e ammiro. Infatti, il mio articolo non è, come tu suggerisci, ‘una mia fantasiosa teoria’, ma il breve riassunto di un ormai consolidato campo di studi, il cui materiale è talmente vasto che per parlarne si finisce per forza per semplificare, soprattutto in un contenitore come questo. Io volevo solo divulgarlo a grandi linee a un pubblico il più vasto possibile. Ti assicuro che non mi meraviglia affatto l’aver suscitato resistenze e polemiche, fra l’altro soprattutto nel mondo maschile. Era già tutto previsto…

    • RainbowUnicorn

      Viste le condizioni pietose della societa’ moderna, credo proprio che Bachofen stia applaudendo dalla tomba.

      E’ la correlazione di oggetti SACRI al pornografico che dovrebbe farci tutti rivoltare le budella. Fa troppa paura pensare al divino femminile, che deve subito innescare una trivializzazione del sacro.

      Parliamo si’ di sessualita’ fluida e libera, ma senza dissacrare per piacere. Un po’ di rispetto, visto che della Madonna non si parlerebbe MAI in questi termini.

  • stefano boy

    io fossi una donna non sarei felice di questa scoperta perché è sì vero che con la comparsa del patriarcato sono comparse le guerre, ma l’evoluzione tecnologica ha avuto una progressione geometrica. Mi sembra una forzatura anche l’idea di considerare l’uomo come una specie di razza sottomessa dalla donna e che per frustrazione si ribella come in una rivolta di un’ex colonia dell’800. Ammesso che tutti gli uomini a tutte le latitudini del mondo avessero avuto questo comune sentire nello stesso momento, poi la rivolta sarebbe avvenuta nell’arco di 3000 anni? Non è più semplice invece guardare all’aumento della popolazione terrestre che ha diminuito le risorse a disposizione e costretto gli uomini a lottare contro altri uomini per tenere in vita la propria progenie? Che la guerra sia una conseguenza dell’aumento della popolazione e che una volta entrata nelle società del tempo abbia automaticamente portato al potere l’uomo?

    • http://soundcloud.com/project-one-kimera Thomas Traspedini

      http://www.ghiandolapineale.it/files/servizi/2012/popolazione.jpg ehm… parli dell’aumento demografico del 1700 dopo cristo? o di cosa?

      • stefano boy

        con questo tuo grafico sembra appiattito l’aumento nella preistoria perché tu prendi l’esplosione della prima rivoluzione industriale ed escludi la tutto il resto. Se io parto da 70 mila anni fa e mi fermo intorno all’arco temporale in cui secondo l’articolo sarebbe comparso il patriarcato e prendo per buona questa teoria… ho chiaro che finché le società erano di poche migliaia di persone sparse nel mondo e le risorse erano illimitate, la donna era il centro. Quando iniziano a diventare di decine di milioni di persone, la donna perde la centralità.

    • Max

      Ma, ma…. Stai forse dicendo che guerre accadono per problemi reali come la competizione per risorse limitate, e non semplicemente perché gli uomini sono cattivi e violenti??? Ma questo è… usare la logica, ma come ti permetti????

      • stefano boy

        non sto dando una giustificazione alla guerra. (ci sono anche altri modi, come il controllo delle nascite). sto cercando di dare una consequenzialità agli eventi. Noi pensiamo di aver edificato una società o averla distrutta per meriti o demeriti, ma il progresso della società non è stato sempre una scelta, ma spesso anche un adattamento ai cambiamenti

    • Federico

      Un’amica mi ha invitato a leggerti: scrivendo che le sei risultato esilarante. Non ho resistito. Confermo: hai un certo quid di autore comico… oltre che una gran strizza di sentirti spodestato.

    • RainbowUnicorn

      E’ difficile, no anzi impossibile, pensare che la continuazione del matriarcato non avrebbe portato all’evoluzione tecnologica. Meno male che non sei donna. :)

  • http://soundcloud.com/project-one-kimera Thomas Traspedini

    non è una scoperta recente. Da tempo immemore, nei luoghi in cui si tramanda vera sapienza, si parla di età dell’oro, dell’argento, del bronzo e del ferro (chiamate in altri mille modi a seconda della tradizione). L’età dell’argento è l’età del matriarcato. Chi ha mai creduto di leggere verità sui libri di scuola? la sQuola è solo uno strumento di controllo delle masse, di indottrinamento, di creazione delle identità sociali; è uno strumento freddo e preciso della società. Prima o poi mi aspetto l’uscita di articoli su verità “dimenticate” ben più scandalose

    • Alessandro Emanuele

      Si dice “da tempo immemorabile”. Non gliel’hanno insegnato a sQuola? ;-)

  • Laura Ghianda E Matti

    paura eh? ;)

    • Marta Franceschini

      hai proprio ragione, cara Laura :)

    • Giobbe

      Ma paura di cosa? E se io volessi dire che la società è sempre stata patriarcale, tu mi diresti che questo va a favore dell’uomo, o che sarebbe conferma che l’uomo è per troppo tempo stato tiranno della donna?

      • Pino Irsuti

        Ahahhahah paura? Oddio salvatele da tanta idiozia XD

    • Silverxy1965

      Sì sì, tantissima, pensa che me la sto facendo sotto.
      Tesoro siete talmente stupide, talmente cretine, talmente ritardate da non capire che se pur caso, un giorno la corda si dovesse spezzare, di voi femminucce non resterebbe praticamente nulla.
      Sveglia, tesoro…

      • Penny

        Il primo rudimento del computer e il primo linguaggio di programmazione sono stati inventati da Ada Lovelace nel 1898
        Siete ridicoli quando scrivete senza sapere

        • Vis

          Allora avete subito un’involuzione.
          La maggior parte delle donne non capiscono proprio un cazzo nemmeno di un telefonino.

          Poi si, si è ridicoli quando non si sanno le cose :

          “…Il primo linguaggio di programmazione della storia, se si esclude il linguaggio meccanico adoperato da Ada Lovelace per la programmazione della macchina di Charles Babbage, è a rigor di termini il Plankalkül di Konrad Zuse…”…

          Almeno le frasi riportale giuste…. femmina (Se sei una femmina…)…

  • Anna

    Non mi pace il giornalismo soggettivo. Questo articolo trabocca di femminismo da tutte le parti.
    Non è informazione, ma propaganda.

    • Marta Franceschini

      pensala come vuoi, ma per me è il maschilismo che è propaganda.

    • RainbowUnicorn

      Aiuto! Le femministe che mangiano i bambini!

      • Pino Irsuti

        No rompono solo i coglioni :)

    • Pino Irsuti

      Diamoci la mano.

  • Emanuele Grasso

    Niente di nuovo sotto al cielo, se non fosse per l’interpretazione esageratamente esaltata dell’autrice sarebbe un po un riscoprire l’acqua calda! Altro che parità (che non raggiungerete mai davvero fin tanto che andate avanti con ste str****te), qui si discrimina ulteriormente, ai limiti del mito della razza di nazista memoria. Ad ogni modo il maschilismo è tanto squallido quanto il femminismo… Poi .. fate vobis !

    • Marta Franceschini

      Non so sotto che cielo vivi tu, ma sappi che queste teorie hanno avuto l’effetto di una vera e propria rivoluzione in campo archeologico, antropologico e storico, rivoluzione che è tuttora in corso. Liberissimo di considerarle delle str****te, ma spero tu sia consapevole che ti senti discriminato, “ai limiti del mito della razza di nazista memoria”, da una ricostruzione storica che riguarda fatti che risalgono a 30.000 anni fa. Ammesso che tu abbia ragione, non ti sembra una reazione un po’ esagerata, soprattutto se paragonata agli ultimi 7000 anni di discriminazione ininterrotta subiti dalle donne? Per fortuna, comunque, che ti dai dello squallido da solo….

      • Emanuele Grasso

        personalmente ritengo che l’articolo abbia un taglio al limite del ridicolo. ne ho discusso anche con i miei colleghi del lavoro durante la pausa pranzo tanto lo trovavo assurdo.. ad ogni modo, indipendentemente dai gusti personali, non vedo dove io mi sia dato dello squallido da solo dato che non mi confermo un maschilista, anche se a Lei questo farebbe piacere immagino. peccato perchè a leggere il titolo speravo di leggere qualcosa di interessante, invece ho semplicemente trovato l’ennesimo becero articolo.. mi chiedo se Lei davvero ha coscienza e cognizione delle cose scritte. l’unica cosa certa è che traspare una forte discriminazione sessuale, ergo Le faccio i miei complimenti, quanto meno non si nasconde! Ad ogni modo, contante Lei, contenti tutti! Amen

        • Marta Franceschini

          ah, bhè, se ne hai parlato con i tuoi colleghi di lavoro durante la pausa pranzo…..questo taglia la testa al toro….Grazie comunque per l’eleganza degli apprezzamenti: sarà anche un “becero articolo…al limite del ridicolo”, ma in un mese lo hanno letto più di 2600 persone…saranno tutti cretini?

          • Emanuele Grasso

            Mi ricorda tanto le persone del Lei, che perchè ricevevano visualizzazioni al sito credevano di averli tutti come adepti… 2600 persone che leggono il Suo articolo non vogliono dire 2600 persone che sono d’accordo con Lei. Infatti mi sembra che chi ha avuto la voglia di leggerlo e commentarlo abbia espresso opinioni simili alle mie. Con tutto il rispetto, non so se Lei ci è o ci fa. Accetti una critica, purtroppo in questo caso negativa, e se vuole ne tragga vantaggio altrimenti faccia un po come Le pare.

          • http://www.laviasufidellamore.wordpress.com Marta Franceschini

            ok, provaci tu allora a scrivere qualcosa e ottenere 2600 shares. (Se poi hai voglia di contare, le critiche sono 7 in tutto). Stai sereno, posso reggere il tuo parere negativo, anzi visto che me lo consigli, vado a meditarci su per trarne vantaggio…Tu, invece, resta pure lì dove sei, non ti scomodare…

          • Emanuele Grasso

            Non scomodarmi a far cosa? Allora facciamo così, complimenti per i 2600 shares, ma mi creda se le dico che con un titolo così chiunque abbia un minimo di interesse lo aprirebbe, per poi scoprire, come nel mio caso, un articolo che avrei fatto anche a meno di leggere. Sicuramente a qualcuno piacerà, ma non mi sembra di vedere una standing ovation per il Suo articolo. Si autocelebri se le va, io esprimevo il mio parere circa quello che Lei ha scritto. Io nella vita faccio altro e lo faccio con impegno, non si preoccupi se io mi scomodi o meno.

          • http://www.laviasufidellamore.wordpress.com Marta Franceschini

            ok, ti credo, la prossima volta che scrivo cercherò un titolo più brutto così non deluderò nessuno. Buonanotte.

          • Io

            Ottimo, Marta.
            ‘Stì dementi che ti stanno provocando in massa, sono la rappresentazione vivente e contemporanea del discorso che hai fatto nell’articolo.
            Applausi.

          • http://www.laviasufidellamore.wordpress.com Marta Franceschini

            Grazie Io, il tuo commento è una salutare boccata di ossigeno.
            Procediamo.

          • spartako

            Grazie dell’articolo molto intelligente. Naturalmente come maschio ,devo cercare molta molta onestà intellettuale (poco amata nel popolino purtroppo ) dentro me per poter interiorizzare bene il vasto concetto su esposto,in quanto dovrei Ridimensionare il mio ego ,potere,scettro e fallo (filosoficamente) ,frutto di millenari ed imposti coercitivamente retaggi. Prova ne da’ di questa infausta per es. l’esito ciarliero di un scopata che loda il maschio e lapida la femmina. saluti e complimenti.

          • Pino Irsuti

            Sei entrato nella lista dei misogini, per te è finita LOL XD

          • Emanuele Grasso

            che strana la vita, Pino! Io che ho sempre amato e rispettato le donne additato come maschilista misogino :) Pazienza… let them talk about shit they have no idea of :) Saluti!

          • Pino Irsuti

            Consolati, con queste succede spesso, succede anche me, tra l’ilarità delle mie amiche “normali” Ciao

          • Rodolfo Bevione

            Marta Franceschini, TI PREGO.

            Non insultare l’intelligenza dei tuoi lettori.

            Le 2600 condivisioni che hai ottenuto non sono per il tuo articolo, sono per la testata su cui è stata pubblicata.
            Se il tuo articolo non fosse stato pubblicato su YOU-NG, sarebbe stato letto forse tua madre e tua sorella.
            Il che non è in alcun modo indicativo della qualità del contenuto, bada bene; un buon articolo resta buono anche se lo leggono in cinque persone, ma allo stesso modo un pessimo articolo resta pessimo anche se viene condiviso 2600 volte.

            Nel merito dello scritto, non hai detto niente di interessante, e quel poco che hai detto cita come fonte “l’università delle donne”, che fonte attendibile non è (laddove per “attendibile” si intende che “puoi prenderne tranquillamente i contenuti così come sono proposti, tanto le possibilità che siano falsifuorviantiincorrettiincompleti sono molto basse”)

            Ora, mi permetto di darti un piccolo ripasso delle caratteristiche che una fonte attendibile deve avere, perché scrivi per il FQ e ignorare simili banalità è una lacuna professionale veramente grave:

            a) È imparziale, nel senso che non avrebbe alcun motivo per preferire ideologicamente una posizione ad un’altra. Non è il caso del sito in questione, che fin dal nome si propone come incentrato sulle donne; qualsiasi considerazione sociologica che propone, dunque, va rivista in quest’ottica.
            b) Propone notizie prese di prima mano “sul territorio”, riporta il parere di un esperto oppure riporta i contenuti di altri enti riconosciuti, che devono pubblicare la verità altrimenti passano grosse grane legali.
            In particolare gli studi devono essere sottoposti alla peer review, e come ti rivelerà anche solo una semplice ricerca su Google, se hai voglia di farla, i pareri sulla società matriarcale sono discordanti. Accetterei volentieri il tuo parere come autorevole, ma vedo dalla tua biografia (se hai messo tutte le informazioni salienti) che ti manca la preparazione necessaria per esprimere pareri sicuri e certissimi come quelli che hai riportato te.
            Beninteso, tale competenza manca anche a me, ma io non sto scrivendo un articolo in cui sproloquio di cose che conosco per sentito dire.
            c) NECESSITA di pubblicare contenuti completi, corretti e puntuali; se non lo fa, passa grane legali e ne perde ampiamente in credibilità; sul FQ, per esempio, non leggerai articoli a sostegno delle scie chimiche, perché pubblicando una simile boiata avrebbero dei problemi.
            Libera Università delle Donne, però, non appartiene a questa categoria. Non è una testata giornalistica o un qualsiasi ente riconosciuto come anche lontanamente “affidabile”, ma un semplice APS, e ogni contenuto che riporta va quindi vagliato con estrema attenzione da persone che hanno competenze nel campo, perché può essere vero o può anche non esserlo.

            Noterai che non ho toccato il tuo articolo nel merito delle questioni che solleva. Il motivo è semplice: non ho la preparazione per parlare con competenza di simili questioni, quindi non ne parlo affatto Al più riporto i pareri di persone più autorevoli di me, non aggiungendo niente del mio. Tocco invece le questioni metodologiche, in cui sembri un filino carente, perché invece di quelle qualcosa so.
            Cordialmente (neanche tanto), Rodolfo.

          • http://www.laviasufidellamore.wordpress.com Marta Franceschini

            Rodolfo Bevione,
            non ti prego affatto, ma ti invito a perdere il tuo tempo (e il mio) in altro modo. Rispondi a un messaggio di 12 giorni fa, e non ti sei nemmeno accorto che le condivisioni sono passate nel frattempo da 2600 a 5900, con più di 20.000 visite alla pagina. (Per evitare altri insulti inutili: la contabilità degli share è andata in tilt negli ultimi giorni non solo sul mio articolo, ma su tutti gli articoli pubblicati da YOU-ng, dovrebbe essere aggiornata al più presto, e comunque gli share corrispondono ai like, questo non lo dico io, ma i tecnici del giornale). Se anche questi numeri per te non significano nulla, non so cosa farci, però ti ricordo che vivi sul pianeta terra, dove una cosa che piace a 5 persone, magari sarà bellissima, ma non la caga nessuno. In particolare su internet, dove la visibilità è il primo fattore preso in considerazione. Quanto al fatto che le condivisioni del mio articolo dipendano esclusivamente dalla testata, come sostieni sprezzante, chissà come mai allora tutti gli articolo di YOU-ng collezionano numeri diversi e, con preferenze così alte, ce n’è davvero pochi… Io purtroppo non ho sottomano il tuo, di curriculum, ma anche se spari sentenze sull’attendibilità editoriale, vedo che di carta stampata non ne sai proprio mezza, visto che se gli articoli dei giornali italiani dovessero rispondere ai tuoi a)b)c) avrebbero finito di lavorare da un pezzo. Comunque, prima di criticare, avresti potuto almeno dare un’occhiata agli altri messaggi, tra cui il penultimo, dove ripeto per l’ennesima volta dettagliate indicazioni bibliografiche, nonché di convegni internazionali sull’argomento (e visto che disprezzi l’Università delle Donne, forse il fu-rettore dell’Università di Milano Prof. Uberto Pestalozza calmerà i tuoi bollori). Infine, sostieni di non voler entrare nel merito dell’articolo, ma in realtà ti permetti di dire che non ho detto niente di interessante, se non per mia madre e mia sorella. A parte il fatto che prima di nominare mia madre, che è morta da molti anni, dovresti sciacquarti la bocca tre volte, renditi almeno conto che sei in netto contrasto con il resto dei lettori: al contrario sei in compagnia di una sparuta dozzina di gravi psicotici che, di fronte alla possibilità di un femminile creativo e potente (quand’anche vecchio di 30.000 anni) si sentono talmente minacciati da dover ricorrere all’insulto e all’offesa personale, scadendo nei toni più beceri e volgari. Se non ci arrivate da soli a capire che è una reazione un tantino malata, non so cosa farci. Per quanto mi riguarda, non so che farmene delle tue lezioni di metodologia, per cui se l’articolo non ti piace, leggi altro. A proposito: non prenderti la briga di rispondermi, perché mi sono veramente stufata di leggere messaggi lunghi oltre che inutili, e d’ora in avanti risponderò solo a chi se lo merita. Qualunque provocazione d’ora in avanti sarà lasciata cadere nel nulla, dove si merita degnamente di stare. La tua cordialità la rispedisco al mittente.

          • Rodolfo Bevione

            Ah, ma tanto da rispondere c’è poco, temo.
            Gli argomenti che hai tirato in ballo sono le condivisioni, che indicano che sai fare comunicazione, ma con la qualità non centrano nulla, e le indicazioni bibliografiche che hai messo nei commenti (e che io non sono tenuto a leggere. Hai il pulsante edit per gli articoli, usalo).

            Però mi fa sorridere la “sparuta dozzina di gravi psicotici”, che metti tutti nel grosso calderone di coloro che non sono d’accordo con te e a cui ti rivolgi genericamente come “voi”.
            A parte che io non centro niente con loro, vedo che eviti di rispondere nel merito sia ai commentatori volgari, vecchi quanto l’internet, sia a coloro che si prendono la briga di postarti una critica tagliente ma argomentata.

            Quindi sì, temo sia finita qua. Buona giornata, direi.

          • Antonella

            Quanto è vero quello che dice Marta! Seppur vecchio di 30.000 anni si sentono minacciati come se venisse toccata la “legge del maschio” su cui si cullano da prima dell’ avvento delle religioni monoteistiche! È un bellissimo articolo oltre che certamente basato su concetti ormai noti e riconosciuti (quindi sì cari maschietti, la società è nata diversamente..la sua vera natura non è questa). .e anche se da molti è visto sessista e provocatore.. (se provoca gli animi è di per sé già un bellissimo articolo) io lo reputo un articolo pulito, semplice, che in poche righe è riuscito a dire tanto e a farci riflettere altrettanto! Complimenti.
            P.S. la gente ci vede lo specchio di quello che è.. un/una maschilista ci vedrà senz’ altro un femminista tentativo di provocare. Non ne scriva un altro che questi se spaventano :D

          • michele

            mi scusi ma questa delle 2600 shares … è un po’ come 5 milioni di mosche che non possono stare sbagliando.

            Lei stessa racconta che la “novità” è vecchia di 50 anni, anzi è così vecchia che sta venendo rimessa in discussione. Forse la società matriarcale non è neppure mai esistita. Le statuette possono semplicemente significare che gli uomini che le rappresentavano preferivano i soggetti femminili, che poi non è tanto diverso da quello che succede oggi.

            Pensi a quante canzoni (anche scritte da uomini) parlano di donne, e quante poche di uomini; difficile concludere da una prova del genere che la nostra è una società matriarcale.

          • Pierluigi Erriu

            se mi permette le consiglio libri che possono supportare la sua analisi anche se datati: scritti da antropologi come Bronisław Malinowsk La vita sessuale dei selvaggi nella Melanesia nord-occidentale (1929), Claude Lévi-Strauss Les Structures élémentaires de la parenté (1949, 1968) > Le strutture elementari della parentela, trad. di Alberto Mario Cirese e Liliana Serafini (Feltrinelli, 1972). Wilhelm Reich La rivoluzione sessuale (1930-1934), tr. Vittorio Di Giuro, Feltrinelli, Milano 1963 ISBN 88-07-80440-9 (trad. Enrica Albites-Coen e Roberto Massari, Emme emme, Roma, 1992 ISBN 88-85378-35-8) di questi tre autori anche altri libri sono in linea con le sue conclusioni non ultimo “L’origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato”
            di Friedrich Engels

          • .g.e.o.

            Ci è, ci è … si fidi …

          • Jonathan

            La stimo, viva le donne,le mamme, le inventrici, le scienziate e quelle casalinghe che riescono a fare da padre da madre da contabile e da tutto in casa! Mentre noi uomini se sappiamo bere e camminare allo stesso momento è un miracolo! Sarà meraviglioso scoprire prima o poi che dDio non è altro che una donna coi pantaloni! <3 Inutile nasconderlo, senza la donna non ci sarebbe la vita!

          • dy

            bhe invece senza gli uomini la vita esisterebbe, magari sarebbe anche migliore? qui oltre la storia ci tocca rivedere anche la biologia

      • nature1986

        Ok adesso però vai in cucina…

      • Claudio

        Se risale a 30.000 ammi fa per antonomasia non e’ una ricostruzione “storica” in quanto la storia come tale iniziamcon la,trasmissione di documenti scritti. Per cui quanto,qui scritto e’ un ipotesi e non certo una certezza.

    • Marco Fais

      concordo in pieno su ogni singola parola che hai scritto, anche le virgole ed i punti.

    • Lucrezia Acquaviva

      Che poi tra le altre cose non so neanche se tu abbia realmente capito qual è il pensiero maschilista e quello femminista.. (per i maschilisti l’uomo è superiore alla donna, per le femministe uomo e donna sono sullo stesso identico piano con diritti uguali), quindi, senza offesa ma la tua affermazione “A ogni modo il maschilismo è tanto squallido quanto il femminismo” è solo una grandissima stronzata :*

      • Emanuele Grasso

        Cara Lucrezia! Permettimi di dissentire in quanto credo sbagliate le ipotesi da cui il tuo ragionamento parte. Le riporto dal tuo testo: “per i maschilisti l’uomo è superiore alla donna, per le femministe uomo e donna sono sullo stesso identico piano con diritti uguali”. Ecco, a me non sembra affatto sia così. Allora il femminismo dovrebbe forse cambiare nome, un nome altrimenti fuorviante. Certo che dovremmo anche essere comunque accorti a non confondere il movimento femminista di inizio secolo (quello sì fondamentale) al comune pensiero femminoide odierno, sinceramente squallido tanto quello maschilista (se così ti piace di definirlo). Ed è ovviamente a questo moderno collasso dei diritti della donna a cui faccio riferimento. L’articolo in questione, ad ogni modo, va esattamente contro la tua definizione di femminismo. Enjoy!

  • Stefano .Serzanti

    peccato che l”archeologa” Marta Franceschini si dimentichi di dire la cosa più importante (probabilmente non ha connesso adeguatamente gli unici 2 neuroni che ha)…Signori, questo articolo e l’argomentazione si possono screditare in ogni sua riga…E’ propaganda femminista di matrice occidentale? E’ ovvio…Però, è indubbio che in tempi antichi la donna era una creatura ermafrodita, cioè, possedeva sia l’organo di ripoduzione maschile, che femminile…dall’osservazione dell’imene è evidentissimo….Dopo di chè l’evoluzione umana ha fatto il suo corso, rimpicciolendo e rendeno inutile l’imene (se non per una mera questione di libido), esattamente come ha fatto il coccige, il “prolungamento” arcaico della nostra coda di scimmia…

    • Marta Franceschini

      Caro sig Stefano Serzani: sei ubriaco per caso? Forse volevi parlare di clitoride, ma hai fatto confusione con l’imene…(ammesso che tu sappia la differenza)…Se sei così ferrato in anatomia, immagino che saprai screditare riga per riga la mia “propaganda di matrice occidentale”, basandoti per altro su prove “evidentissime” tratte dalle tue acute osservazioni…Sono già qui che tremo per il confronto…Comunque su una cosa hai ragione: due neuroni sono più che sufficienti per leggere il tuo post…

    • RainbowUnicorn

      Siamo messi male… MOLTO male! Dall’osservazione del tuo commento e piccolo…neurone, e’ evidentissimo.

    • Mitra

      No, senti, mi sono limitata a leggere i commenti fin’ora ma questo lo devo proprio chiedere.

      Tu sai di che stai parlando? Lo sai veramente? Io spero SINCERAMENTE che tu stia scherzando.

      “Però, è indubbio che in tempi antichi la donna era una creatura ermafrodita, cioè, possedeva sia l’organo di ripoduzione maschile, che femminile…dall’osservazione dell’imene è evidentissimo…”

      A scuola hai mai fatto biologia? Visto cosa hai scritto credo proprio di no. So che sto per sconvolgerti ma… al momento del concepimento non c’è definizione sessuale nel feto, solo alla settima settimana di gravidanza il feto si sviluppa in senso femminile e ci rimane se i suoi cromosomi sono XX; nel caso i cromosomi sessuali fossero XY alla decima settimana il feto inizia a sviluppare i testicoli e da li in poi inizia la definizione del sesso maschile del futuro nascituro.

      La cosa che mi sconcerta di più non è il palese maschilismo di questo commento (Perchè bisogna ammetterlo, il tuo ha vinto il premio per l’assurdità peggiore dell’anno. Il tuo è l’unico intervento maschilista al di sotto dell’articolo, non me ne voglia l’autrice o RainbowUnicorn), ma l’immensa ignoranza su argomenti che si iniziano a trattare a scuola all’età di 11 anni e che sono considerati comunemente “Cultura generale”.

  • Giobbe

    Io sono disposto a credere a tutto, ma dove sono le fonti con cui documentarsi?

    • http://www.laviasufidellamore.wordpress.com Marta Franceschini

      Avevo messo un riferimento bibliografico nell’articolo (per una prima ricerca bibliografica consiglio http://www.universitàdelledonne.it alla voce mito/religioni); ma posso aggiungere qualcosa. Intanto consiglio un libro bellissimo di uno studioso italiano, morto nel 1966, professore e rettore dell’università di Milano: Uberto Pestalozza, “L’eterno femmineo mediterraneo”. E’ un testo memorabile. Poi senz’altro Marija Gimbutas, la pioniera della Grande Madre, archeologa e linguista lituana, docente prima ad Harvard e poi all’università della California a Los Angeles. Ha scritto moltissimi testi, la maggior parte dedicati alle civiltà preistoriche femminili d’Europa, alcuni anche corredati di bellissime e rare immagini. Un’altra autrice italiana che ha scritto moltissimi saggi sul tema è Luciana Precovich, della Libera Università delle Donne, di Milano. Nel prossimo mese si terrano due convegni internazionali sull’argomento, uno a Piastoia (www.matri-arke.org) e uno a Bologna (http://www.women.it/armonie/). Spero che questo sia sufficiente per cominciare, ma se hai bisogno di altre informazioni, scrivimi.

  • Francesco

    So da sempre che le popolazioni nuragiche erano di tipo matriarcale(o matrifocale) e le statue che raffiguravano divinita’ in forma femminile rappresentavano la terra e la fertilita’, grazie alla quale poteva esserci nutrimento e vita. Mi spiace quasi che fosse cosi’ anche nel resto del mondo, mi piaceva pensare che la mia isola fosse unica anche in questo.

    • http://www.laviasufidellamore.wordpress.com Marta Franceschini

      La tua isola, che amo moltissimo, resta comunque unica e irripetibile per moltissimi aspetti. Oltre a fonte preziosa per gli studiosi di questo campo. Grazie.

  • Massimo Onetti Muda

    Trovo questo articolo collegato su Facebook e la sua lettura mi induce a commentare.

    Sig.ra Marta, lei mi suscita simpatia, ma devo dirle che ho trovato il suo scritto estremamente superficiale e fuorviante.

    Lei crede di rivelare chissà quale verità dirompente su un tema assai delicato e sicuramente di grande importanza ma fa un buco nell’acqua, prima di tutto perché non cita alcuna fonte (quali sarebbero queste “archeologhe” che descrivono le “società matrifocali” che lei descrive? dove ha trovato esposti i concetti che espone?).

    A quanto mi pare di capire dal tono del testo e dei commenti, lei (come altri in questa pagina e in FB) vive il rapporto fra i due sessi come una contrapposizione per il “potere”; e secondo me ciò è di grave nocumento nella via della ricerca -se non della verità- di una serena comprensione della tematica in questione. E probabilmente anche di un equilibrio più generale nella vita di relazione…

    Personalmente, non sono un archeologo ma mi interesso di Antropologia del sacro e di scienze di frontiera.

    Le devo dire che lei prende un grosso abbaglio collegando la certo documentata enorme mole di reperti di figure femminili nella cosiddetta “preistoria” come segno che allora la femmina umana prevaleva sul maschio: in realtà si tratta di rappresentazioni dell’archetipo (o se preferisce divinità) della Grande Madre, venerata allora appunto da parte (di uomini e donne) della stragrande maggioranza dei popoli arcaici, come principale espressione del sacro.

    Sono per altro in accordo sul fatto che il cosiddetto “patriarcato” è un’anomalia umana e storica che si è purtroppo affermata circa 4-5 millenni or sono, frutto appunto di una cultura del potere, della sopraffazione e dell’omicidio a larga scala che prende il nome di guerra, con tutto il relativo retaggio di miti, culto di divinità guerriere, fino alle più tarde distorsioni del concetto di “guerra santa”, per giungere alla tristissima realtà attuale di “guerre preventive” e “guerre al terrore”)….

    Ma per venire al punto: cosa c’era prima del patriarcato? Ebbene, a quanto mi risulta sia i ritrovamenti archeologici di città dell’età del bronzo (città già molto avanzate dal punto di vista tecnico, ma che lasciano trasparire una assoluta pari dignità di tutti gli abitanti e conseguentemente l’assenza di una divisione in classi sociali) nonché le interessanti ricerche della studiosa Marija Gimbutas fanno concepire il remoto passato della civiltà umana (certo con una prospettiva temporale assai più dilatata da quanto molti luoghi comuni evoluzionisti inducono la massa a credere) più come società di uguali, pacifici e solidali maschi-femmine: *società gilaniche*.

    Le faccio i miei migliori auguri per il proseguo dei suoi studi.

    • http://www.laviasufidellamore.wordpress.com Marta Franceschini

      Caro Sig. Onetti Muda,

      innanzitutto grazie per la lunga e circostanziata risposta. Lei ha ragione, io non sono un’archeologa, ho solo un dottorato (MPHIL) in Storia Medievale che, con la preistoria, ha ben poco a che fare, lo so. Anch’io come lei mi interesso da anni di Antropologia del sacro e storia delle religioni, anche se probabilmente con risultati inferiori ai suoi. Lei mi chiede giustamente di citare le fonti delle informazioni che riporto, ma forse le è sfuggita l”indicazione bibliografica che fornisco nell’articolo (www.universitàdelle donne.it alla voce mito/religioni). Fa niente, era comunque un’indicazione per non addetti ai lavori, una bibliografia di base da cui partire per eventuali approfondimenti. Un testo che lei sicuramente già conosce e che per me è stato illuminate e rivelatorio è “L’eterno femmineo mediterraneo” del prof. Uberto Pestalozza, già rettore dell’Università di Milano, scomparso nel 1966. Vi troverà anche interessanti informazioni bibliografiche. Poi lei cita la prof. Marija Gimbutas (Università della California, Los Angeles), che naturalmente ho letto per esteso, e anche lì le fonti sono riportate con precisione e puntualità. Cito anche la prof. Merlin Stone (Università di New York, Buffalo), “Quando Dio era una donna”, che riporta 12 pagine di note bibliografiche. E potrei continuare, ma non voglio rischiare di annoiarla. Preparerò nei prossimi giorni una accurata bibliografia che allegherò all’articolo per chiunque volesse approfondire personalmente l’argomento. Detto questo, mi sembra che la sua critica, se mi posso permettere, si basi su un equivoco. A quanto pare lei trova il “tono” del mio articolo un po’ sopra le righe, e ne deduce che io viva “il rapporto fra i due sessi come una contrapposizione per il potere”, con gravi conseguenze sulla serena comprensione della tematica in questione, nonché della (mia e altrui) vita di relazione. Forse il mio “tono” è un po’ troppo appassionato per il gusto di alcuni lettori, ma lo è sempre quando parlo di qualcosa in cui credo, e a cui tengo: fa parte del mio carattere. Ma il mio obbiettivo NON è certo la contrapposizione dei generi, anzi al contrario sono convinta che una più “serena” comprensione delle nostre origini possa solo contribuire a un miglioramento della relazione uomo/donna. Ma veniamo al punto: visto che lei ha letto la Gimbutas, conclude giustamente che le società gilaniche fossero società di individui “eguali, pacifici, e solidali”. Ed è esattamente quello che erano, dal momento che, come ho scritto nel mio articolo, non c’era la proprietà privata, non c’era la famiglia, non esistevano le gerarchie, né le guerre, ecc. Proprio per questo le studiose del tema rifiutano il termine “matriarcato” (avanzato invece da Bachofen), in quanto speculare al concetto di “patriarcato”, e pertanto fuorviante rispetto alla realtà. Il fatto che fossero civiltà “matrifocali” vuol proprio dire che, basandosi su principi femminili, tendevano a equilibri sociali “diversi” da quelli del patriarcato. E quando scrivo “diversi”, non voglio dire migliori o peggiori. Questo lo lascio al giudizio personale di ognuno. Ma rivendico con passione il riconoscimento di questa diversità che è stata, e questo è un fatto, censurata dalle ricerche storiche e antropologiche per troppo tempo. (Bachofen è stato il primo a parlarne, nella seconda metà dell’800; non mi faccia ricordare che, all’epoca, le donne che avevano accesso agli studi universitari si contavano ancora sulla punta delle dita…). Quello che lei scambia per “prevalenza” del femminile sul maschile nella mia analisi, è in realtà una “centralità” che sposta i rapporti di potere su livelli a noi (figli e figlie di 5000 anni di patriarcato) sconosciuti.
      Può darsi che la colpa di questo equivoco sia tutta dovuta alla mia scarsa capacità espressiva, ma le posso assicurare che le mie più sincere intenzioni erano e sono tutt’altro. Per questo, adesso torno a studiare, come lei saggiamente mi consiglia.
      Cordialmente.

  • http://www.laviasufidellamore.wordpress.com Marta Franceschini

    A gentile richiesta, alcuni riferimenti bibliografici. E’ da poco uscito alle stampe “Le società matriarcali – Studi sulle culture indigene del mondo”, di Heide Goettner Abendroth, uno testo monumentale sulle comunità matriarcali tutt’oggi esistenti nel mondo, messe in relazione ai modelli originari preistorici. Il tomo, 700 pagine, ne contiene 40 di bibliografia. Cito dalla quarta di copertina:

    ALL’INIZIO ERANO LE MADRI, E NON IL DOMINIO DELLE MADRI IN FORMA SPECULARE AL PATRIARCATO, MA SOCIETA’ IMPRONTATE SUI VALORI MATERNI DI CURA E DI SOSTEGNO DELLA VITA. UN DIVERSO MODELLO DI CIVILTA’ PER UOMINI E DONNE.

    Segnalo anche, per il prossimo mese di ottobre, due convegni, uno a Pistoia, di cui allego volantino, e uno a Bologna, organizzato dall’Associazione Armonie (http://www.women.it/armonie/

  • http://www.laviasufidellamore.wordpress.com Marta Franceschini
  • Anto

    Molto bello l’articolo, anche se l’ipotesi è vecchia ma anche io credo che più o meno rispecchia la realtà storica. Un po’ meno bella la discussione che ne scaturisce se me lo consentì cara Marta il tuo atteggiamento nelle risposte mi sembra poco come dire matrilineare il punto è che purtroppo avete dimenticato per colpa di noi uomini come si agisce in modo femmineo e assorbito per forza di cose per la vostra sopravvivenza gli atteggiamenti di sopraffazione maschili. Spero che riusciate a recuperare la vostra matrilinearitá psicofisica e che riuscirete a mostrarla all’umanità moderna.

    • http://www.laviasufidellamore.wordpress.com Marta Franceschini

      …scusa, ma avevo dimenticato il ventaglio sul comò, davanti allo specchio dove mi stavo mettendo la cipria….:)

  • bu

    http://www.associna.com/it/2012/01/19/mosuo-lunica-cultura-matriarcale-in-cina/

    di poteva immaginare già.. con un po di cultura…

    • http://www.laviasufidellamore.wordpress.com Marta Franceschini

      articolo molto interessante, grazie. Ti segnalo “Le società matriarcali – Studi sulle culture indigene del mondo”, di Heide Goettner Abendroth, uno testo monumentale sulle comunità matriarcali tutt’oggi esistenti nel mondo, messe in relazione ai modelli originari preistorici, che ho riportato in un post di ieri.

  • Morgana

    è stato con l’avvento del patriarcato che il mondo è peggiorato.

    Ci hanno da sempre raccontato menzogne su menzogne, l’ultima la più grande, la presunta unicità dell’Olocausto ebraico, che ammesso sia mai stato come ci assillano da quando siamo bambini, ( di cui dubito molto, visto che non se ne può parlare e chi lo fa viene messo in carcere o aggredito, cercate sul web i tanti casi in cui è avvenuto ciò ), non è altro che uno dei tanti genocidi commessi nella storia ( come quello armeno, degli Indiani d’America o l’Inquisizione )…

    In fin dei conti purtroppo i “vincitori” scrivono sempre la storia, e prima hanno iniziato con la demonizzazione della donna con l’invenzione ( da parte dell’ebraismo e poi ripreso da cattolicesimo e Islam ) del patriarcato, poi la demonizzazione dei pagani sino ad oggi, con l’imperialismo USA, Israele e gli altri capi dell’Occidente maschilista, o la Russia, tutti caratterizzati da un forte patriarcato ( non mi stupisco che hanno demonizzato i presunti “cattivvisimi nazzisti ” addossandoli tutti i mali del mondo, essendo gli unici che si ispiravano proprio ai pagani , in maggioranza donne, sterminati dalla religione giudeocristiana nell’Inquisizione… approfondite su questo e capirete molte cose ) …. è sempre la solita storia … Consiglio di informarsi sulla società Vril, quela società che voleva riportare il matriarcato in Europa e che diede la nascita al nazional socialismo, e che fa capire tante cose sulla 2 guerra mondiale ( la creazione del regime nazista con soldi degli USA e della massoneria sionista mondiale, da sempre strumento del patriarcato, l’occultamento dei crimini dei machisti “alleati” e la Germania ridotta a capro espiatorio e demonizzata, le donne tedesche stuprate dai maschilisti e imperialisti comunisti e angloamericani a fine guerra, e molto altro ), sulla demonizzazione e sulle menzogne create per screditare quella che poteva essere l’unica alternativa al sistema maschilista giudeocristiano-massonico imperante… Informatevi….

    Un giorno la donna tornerà ad essere libera, e con essa la società !

    • Pino Irsuti

      Ne parliamo con Hillary “guerrafondaia” Clinton?

      • Maria

        Esistono anche donne maschiliste, eh. Non è detto che tutti difendano la propria “categoria”.

        • Pino Irsuti

          Dimenticavo. Quando una donna si comporta male è maschilista. Scusa, ogni tanto devo ripassarmi i dogmi della dottrina femminista :3

      • Morgana

        Hilary Clinton è una guerrafondaia che fa il gioco del patriarcato, e specificamente della lobby sionista internazionale (AIPAC ecc ), potentissima in USA e nel mondo… Gli USA servono a Israele ( della terra, d’altronde il patriarcato l’hanno inventato loro ) o meglio alle lobby sioniste per interessi di dominio ( logica maschilista il dominio da secoli e secoli ) e per l’imperialismo ( altra caratteristica del maschilismo ed estensione del celodurismo ), e più in generale il poter di queste lobby è basato sul controllo (usuraio) del denaro ( mezzo di potere del patriarcato per come è stato usato sino ad oggi ) …

        La Clinton e tante altre sono indirette o dirette pedine di questo gioco, che è il dominio del maschilismo, che travalica comunque il genere ( ci sono anche donne maschiliste e uomini no … ) … Come soluzione, si può optare per un ritorno graduale alle società matriarcali, fondate sulla Terra e sul bene comune ( l’interesse della comunità del popolo è superiore rispetto ai particolarismi tipici del sistema attuale ), dove diritti individuali e antico comunitarismo ( appunto matriarcato ) convivano …

        • Pino Irsuti

          Complimenti, ci avevo quasi creduto, ma le scie chimiche? :P

          • Morgana

            Le scie chimiche e la geoingegneria esistono realmente, .. Vandana Shiva, che è un’attivista ambientalista e femminista, ha denunciato la geoingegneria http://www.nogeoingegneria.com/interviste/terra-futura-2013-intervista-a-vandana-shiva-sulla-geoingegneria/ … ed è stata abbastanza chiara :” causa più importante del perché la geo-ingegneria è così sbagliata è che è essa è la più alta espressione dell’irresponsabilità patriarcale. La patriarchia è basata sull’appropriazione dei diritti altrui e sul lasciare la responsabilità sugli altri.
            In questo caso, gli scienziati che stanno facendo questi “giochi”, chi li finanzia, stanno facendo tutto questo senza avere alcun consenso per quei esperimenti,” a … Il patriarcato ha raggiunto livelli massimi di sfruttamento e dominio, e oggi si esprime con la dittatura delle banche mondiali e dei signori dell’usura internazionale, che ci hanno drogato con il culto del denaro, le multinazionali, come la criminale Monsanto e latre che stanno distruggendo Madre Natura, l’industria farmaceutica,bellica e di carne, e il potere della massoneria ( non a caso nella maggioranza delle logge non accettano donne ) …

            Il matriarcato è il ritorno all’armonia tra i sessi e la società, un mondo e una società migliore olistica e organica, al posto di quella individualista e liberale/capitalista e falsamente democratica dominante …

            Io dico che è ora di finirla con la dittatura demo/massonica,sionista e patriarcale che ci sta opprimendo !

            Mi si dirà sull’uso del sionismo, che c’entri… bè il sionismo non è solo Israele, ma il sionismo internazionale è un sistema di potere tra i più forti, e non a caso il patriarcato è stato fondato proprio lì … ( non è questione di ebrei, ma di potenti lobby e gruppi sionisti e massonici mondiali ) …

            Non a caso i goym, i pagani sono odiati a morte dai sionisti che tramite la Chiesa Cattolica, loro invenzione hanno creato l’Inquisizione, iniziata dall’eletto Torquemada …

  • Ariella

    a tutti gli uomini che son qui a dire che queste sono stron***e, vorrei ricordare che in Italia il diritto al voto alla donna è arrivato nel 1946. MILLENOVECENTOQUARANTASEI.
    Grazie al patriarcato.
    Quindi finitela di dire che questa è propaganda femminista. Questo è come stavano le cose prima dell’avvento del patriarcato che ha conciato il mondo un porcaio e trattato le donne come decerebrate per millenni. Quell’epoca però è giunta alla sua fine, cari miei, e le donne per fortuna possono esprimersi liberamente senza che si senta alcun bisogno dei commenti dementi di certi maschietti che sentono minacciato il loro piccolo pene dal fatto che le donne stanno riscoprendo il loro VERO passato, le proprie origini. La verità viene sempre a galla prima o poi.

    • Fabiola Vassura

      certi maschietti “muoiono” se sentono minacciato il loro cazzo perche la loro vita é tutta li. pensano col cazzo( le appunto famose e numerose “teste di cazzo), vivono per il cazzo,(tant’è che all’approssimarsi della andropausa quando il cazzo comincia a “mancare”, gli ominidi appartenenti alla specie dei maschietti (bambinoni prepotenti che si credono”veri uomini”) sono talmente stupidi che invece di, finalmente, vedere possibilità di crescere, da bambini poco intelligenti che sono,cercano donne della loro stessa età mentale( a volte sono meno maturi dei loro figli)

      • Pino Irsuti

        Il diritto di voto non ce l’avevano nemmeno tutti gli uomini. Torna a studiare.

        • Rodolfo Bevione

          Le femministe sembrano dimenticare che il Ventennio non era clima da votazioni neanche per gli uomini.

          • Luna Wolf

            Invece durante il fascismo “Il 22 novembre 1925 il fascismo fece entrare in vigore una legge che per la prima volta rendeva le donne italiane elettrici in ambito amministrativo” ( da Wikipedia ) ….

            Guardate che fascismo e nazionalsocialismo presi come ideali in sè erano molto più matriarcali ( il nazionalsocialismo di sicuro, visto che è l’unico ideale che è stato ispirato da donne nella sua teoria, Blavastky e società Vril ) rispetto a capitalismo e comunismo, dove la donna viene trattata come un oggetto.

            Se ci fosse una versione della storia onesta e equilibrata questo si saprebbe, ma grazie all’egemonia dei “progressisti” qualunque cosa diversa da ciò che propagandano non è accettata, figurarsi una cosa così “ancestrale”, e quindi per loro “reazionaria” come il matriarcato…

            In fin dei conti, l’ideale del matriarcato e del nazionalsocialismo dicono le stesse cose, se si toglie la degenerazione che si è avuta nel regime nazista e di cui non sto a parlare, visto che si sa, eh eh…

            La “razza ariana” non è quella che nei libri di scuola ci hanno detto ( occhi azzurri, capelli biondi e così via ), ma era la società matriarcale in fin dei conti, e “ariano” è una metafora per dire “nobile” in sanscrito ( e non è necessariamente u na question etnica, gli indiani d’America erano più ariani degli inglesi ad esempio), nobiltà in senso spirituale che si è persa proprio con il patriarcato, basato sulla rozzezza, la violenza e tutte queste cose…

            Non a caso i movimenti matriarcali si rifanno al neopaganesimo e al romanticismo, come il nazionalsocialismo, che ripeto nella sostanza ( non nell’aspetto che poi ha assunto il nazismo dal 35 in poi, antisemitismo,dittatura e altre cose molto brutte) sono un tutt’uno …

          • Alessandro

            Oggi grazie a internet siamo tutti protagonisti, ognuno scrive e riscrive la storia che vuole, quindi case editrici importantissime e di fama nota che pubblicano libri scolastici da una vita ci hanno venduto il falso, perchè Marta Franceschini, la grande storica, ci ha finalmente illuminati sulle società matrifocali ed altre amenità simili.
            Sinceramente anche io ritengo questo articolo tendenzioso per nn parlare delle 2600 visite di cui parli, molti sono dovuti alle visite da parte dei motori di ricerca, basta indicizzare bene il sito, ma nn te la prendere io scrivo che è esistito veramente superman e tutti possono acclamarmi o darmi addosso, siamo su internet cara…

      • Niko

        io ho capito solo una cosa, che gli uomini più ce l’hanno piccolo e più odiano le donne.

        • Giorgia

          A me non sembra.
          Quelli del Nord Europa e gli asiatici sono quelli che più le rispettano e ce l’hanno piccolo, gli italiani, gli arabi e gli africani ( paesi dove ci sono anche religioni maschiliste, si veda l’Islam ) sono i più maschilisti, e poi è noto che il pene grosso è simbolo di virilità e potere maschile, e uno con il pene grosso non sarà mai a favore dei diritti per le donne, visto che solitamente ragiona solo con quel coso lì … Tra l’altro è una storia inventata dai maschilisti per vantarsi questa cosa del pene lungo, alle donne non gliene può fregar di meno di queste dimensioni, anzi se è più lungo è peggio perchè può far male ed è difficilmente gestibile, chi preferisce il pene lungo è o perchè è influenzata da stereotipi sessisti o perchè ha qualche mania sessuale o di altro tipo, per il resto a una donna emancipata e libera, sai quanto gliene può fregar se l’uomo ha il pene lungo e tutte ste paranoie da maschietti ? ….

          Ps: il tuo commento sembra che si rifaccia alla famosa invidia del pene secondo Freud, secondo cui noi donne invidiamo a voi per il coso e per questo saremmo un pò “isteriche”, e chi c’è l’ha più piccolo inviederebbe chi c’è l’ha più grande…

          Bene, tutte cazzate megalattiche maschiliste, dai come si fa a crederci nel 2014 ? …

          Meno porno e più realtà

  • .g.e.o.

    Non discuto l’evidenza dei fatti. Ma di qui in poi… Illazioni ed ideologie vetero femministe di cui pochi /poche sentono la mancanza. A suggello del fatto che la parità resta lontana, causa la necessità di alcune di trasferire personali desideri di rivalsa dal piano strettamente personale e privato cui appartengono a quello universale. Ormai abbiamo donne ovunque in posizioni di potere, e peraltro dimostrano quotidianamente come stronzaggine superbia ed attaccamento al potere non siamo affatto prerogative maschili, anzi. La strada è apertissima Tarantola Boschi e Mogherini docenti, buon lavoro!

    • http://www.laviasufidellamore.wordpress.com Marta Franceschini

      Innanzi tutto, caro g.e.o., ti invito a parlare per te: se in un mese 4100 persone hanno cliccato “mi piace” e condiviso questo articolo contro 8 pareri negativi, forse non è vero che nessuno sente la mancanza di quelle che tu definisci “illazioni ed ideologie femministe”. Quanto alla tua teoria sulla causa della mancanza di parità, potrebbe essere valida, se mai, come scioglilingua: “causa la necessità di alcune di trasferire personali desideri di rivalsa dal piano strettamente personale e privato cui appartengono a quello universale”. Da questa criptica sentenza mi sembra dunque di capire che secondo te il fatto che in tutto il mondo occidentale a parità di prestazioni le donne ricevano ancora una retribuzione inferiore ai loro colleghi uomini, dipenda dai loro personali desideri di rivalsa personale (cioè voglio essere pagata di meno del mio collega, così gli posso finalmente dimostrare che è uno stronzo?)….O che se la prima causa di morte delle donne oggi in occidente è ancora la famiglia (ovvero omicidi da parte di mariti, amanti, padri, fratelli, senza contare gli stupri, le botte, le violenze, lo stalking, ecc.), questo sia dovuto alla necessità tutta femminile di trasferire il privato a cui appartengono a livello universale (cioè finire finalmente in prima pagina, anche se con la gola tagliata?). Una logica adamantina, la tua. Per quel che riguarda la stronzaggine e la superbia delle donne al potere, ti ricordo che all’interno di un sistema patriarcale le logiche di potere restano, appunto, patriarcali, indipendentemente dal genere di chi le applica. Quello che mi sembra ovvio tu non abbia colto nel mio articolo è che non parlavo di spodestare proprio nessuno nel presente, bensì raccontavo come civiltà antichissime incentrate su principi femminili fossero state spodestate 7000 anni or sono da elites maschili che, una volta conquistato il potere, hanno lentamente e faticosamente imposto un nuovo modello sociale, chiamato appunto “patriarcato”. E dato che questi fatti sono stati sistematicamente censurati fino a pochi decenni fa, sottolineavo l’importanza di ristabilire la verità storica sulle origini dell’umanità intera e approfondire lo studio di queste civiltà per una migliore comprensione del presente, nella speranza che possano contribuire con soluzioni nuove e creative alle svariate e drammatiche crisi globali in corso. Il fatto che tu scambi tutto questo per una ideologia che mira a spodestarti, la dice lunga su chi avrebbe bisogno di curarsi…

      • .g.e.o.

        Guarda che la mia “criptica frase scioglilingua” non vuole assolutamente essere una “teoria”. Non sono così presuntuoso da azzardarmi a concepirne una (io). Però scusami ma non te la sto a spiegare: se non ci arrivi da sola lo sforzo sarebbe inutile.
        Quanto a stronzaggine superbia ed attaccamento alla poltrona delle donne al potere, devo dire due cose. Prima: ma stai scherzando, cos’è, una barzelletta?!? Se (quel)le donne al potere sono quello che sono, la colpa sarebbe … delle “logiche patriarcali”, e non LORO? Come dire: comunque la si giri, sempre colpa dei maschietti? Mi fa venire in mente una vecchissima gag di “Carlo&Alice”, pubblicata sulla “Settimana Enigmistica” non so se 30 anni fa che per qualche motivo mi è rimasta impressa, i due in auto incrociano un’altra auto guidata da cani, lui: “la solita donna al volante”, lei replica: “guarda che è un uomo”, lui di rimando: “sì ma guida come una donna”. Quella almeno era dichiaratamente una gag, tu invece hai l’aria di voler essere seria! Seconda cosa: per fretta e distrazione ho commesso l’imperdonabile errore di non citare la Boldrini, la Finocchiaro e la Polverini!

        Il fatto che l’ordinamento matriarcale esista ed abbia un senso tanto quanto quello patriarcale è cosa acclarata e credo accettata universalmente. Il riferimento allo “spodestamento” derivava da TUE risposte ad altri post.

        Per il resto: “ideologia che miri a spodestarmi”??? Guarda non mi preoccupo affatto, sia per l’acutezza dell’ideologia in questione, sia perché non c’è proprio nulla da spodestare, ho la fortuna di vivere con una donna e di averne altre per amiche NESSUNA delle quali ha una posizione psicologicamente o culturalmente subalterna nei confronti di chicchessia uomo o donna, sono persone libere ed “in gamba”, penso che se leggessero ciò che scrivi farebbero un sorrisetto di compatimento o al massimo una risata.
        Insisto nel dire: “e ‘sti c***i!!!”, abbiamo cose più importanti di cui occuparci (pianeta dal clima sconvolto, fila di governi ladri in successione ora anche con contorno di babbo truffatore, epidemia di ebola, “guerra di civiltà” ah ora che ci penso aggiungerei anche la Fallaci alla lista, …), è pacifico che esista anche il matriarcato e banale che possa essere stato preminente in passato, ed allora?

        Poi se vogliamo essere seri la metterei su un piano diverso. Perché non si può far finta che non esista l’evoluzione, intesa come processo di adattamento alle situazioni esterne. Questa può portare a privilegiare in determinate situazioni certe caratteristiche rispetto ad altre. E se ora le cose sono quelle che sono, beh forse c’è anche una ragione (anche se non la capisco), magari oggi non più attuale, magari le cose stanno cambiando ed è solo questione di tempo, ma intanto sono così come sono e francamente preferirei continuare ad affidarmi alla “natura” anziché a qualche geniale intuizione di qualcuno. Ed al tempo stesso non si dovrebbe trascurare che SE (scritto maiuscolo!) il “patriarcato” o la “supremazia maschile” può essere funzionale in determinate situazioni (in cui per esempio esistano conflitti di diversa natura, od in cui uno dei due emisferi cerebrali sia più “importante” ed efficace dell’altro nell’affrontare il Mondo, o …), ciò non toglie anzi dovrebbe implicare che chi porta altri valori ed altre capacità dovrebbe godere di altrettanto rispetto, sia perché le caratteristiche “complementari” diventano preziose proprio nel momento in cui tendono a passare in secondo piano, sia perché la detenzione del potere dovrebbe avere carattere di mera funzionalità (appunto) e mai di “superiorità” (secondo quali parametri?). Insomma: se esistono certe situazioni, se si verificano certi fatti, la colpa non è “del patriarcato” ma, a mio sommesso avviso, della sempre stupefacente e mai abbastanza compresa imbecillità del genere umano. Dalla quale mi sforzo ogni giorno di affrancarmi.

        • http://www.laviasufidellamore.wordpress.com Marta Franceschini

          Sono sbattezzata dalle tue argomentazioni e dalla logica incorruttibile che le sostiene. Adesso corro a studiarmi la settimana enigmistica, in cerca di altre perle di saggezza. Comunque concordo assolutamente con te: l’imbecillità del genere umano è decisamente stupefacente! Buona giornata.

          • .g.e.o.

            Beh?
            Già “scoppiata”?

            Ti avevo sovrastimata.

            Mi sbaglio sempre, eh.

          • http://www.laviasufidellamore.wordpress.com Marta Franceschini

            Esatto, la seconda che hai detto.

          • http://www.laviasufidellamore.wordpress.com Marta Franceschini

            Esatto, la seconda che hai detto.

          • .g.e.o.

            Sei sicura, sul serio? Forse volevi dire la terza… Hmm mi sa che anche in una società matriarcale non è che saresti proprio un riferimento…

          • http://www.laviasufidellamore.wordpress.com Marta Franceschini

            absentem lædit cum ebrio qui litigat…

          • .g.e.o.

            Ma che, te la sei presa?

            Buffa questa … tanta raffinatezza intellettuale, tanta profondità di pensiero, poi ce la si prende con chi dissente … boh! Sarà così che funziona nelle società matriarcali?

          • RainbowUnicorn

            Prima di tutto: Sei talmente cretino che non ti sei neanche reso conto che Marta ti ha
            preso in giro in ogni riga che ti ha risposto, dalla prima all’ultima.
            Poveretto, mi fai pena. Anzi, no: mi fa ancora più pena le donne che ti circondano (se è vero, come dici, esistono)….

            Purtroppo e’ per colpa di gente come te che l’Italia non va avanti, e che il mondo resta impantanato in dinamiche politiche e socio-economiche terrificanti. Sei talmente assuefatto dai privilegi che trai nel vivere in una società sessista e patriarcale, che non riesci a vedere oltre al tuo naso, o ancora peggio, oltre all’indottrinamento di cui ti nutri.

            Lasciamo pure stare il fatto che praticamente ogni frase che hai scritto rispecchia un’ovvia ignoranza di fatti e realtà, il che dimostra che non solo sei incapace di riconoscere i danni che il tuo privilegio sociale provoca ad altri, ma che sei anche rozzamente arrogante.

            Come in qualunque situazione di sbilancio del potere, non e’ responsabilità degli oppressi di educare gli oppressori. Fortunatamente, i movimenti femministi di tutto il mondo ci hanno donato un patrimonio ricchissimo di libri e testi sulla storia del matriarcato, le differenze di genere, e le oppressioni sociali (sia narrativa che pubblicazioni accademiche): Chandra Talpade Mohanty, bell hooks, Andrea Smith, Angela Davis, Anne McClintock, Pat Armstrong, Saba Mahmood, Sandra Harding, Patricia Hill Collins, Joan Scott, Linda Alcoff, Sonali Shah, Laura Maria Augustin…………e la lista va avanti.

            Quindi prenditi un libro e comincia ad educarti, perché sentirti parlare e’ davvero imbarazzante.

            Se poi sei talmente ottuso da non essere in grado di ascoltare veramente le parole di una donna, prendi esempio dalle centinaia di migliaia di uomini al mondo che si identificano come femministi e che hanno deciso di utilizzare il loro privilegio sociale per avanzare l’Equità di genere, senza pero’ usurpare il posto alle donne (tra i piu’ recenti: http://www.heforshe.org/). Non uguaglianza mio caro, che e’ un’altra di quelle cagate che ci hanno venduto come l’aspirina. L’Equità sociale (o giustizia sociale) pretende non l’eguaglianza di genere, razza, sessualità, abilita fisica, classe sociale, stato sociale, religione, etnia, ecc. ma una ridistribuzione del privilegio direttamente proporzionale all’oppressione storica. Quindi assciurarsi che tutti abbiano accesso a cio’ di cui hanno bisogno per vivere una vita sana. Il fatto che le donne ora hanno il diritto di voto (come ci ricorda Ariella nei commenti, solo dal 1946) non basta ad assicurare che vivano una vita sana. Le differenze di stipendi, la mancanza di assistenza all’infanzia, la violenza sessuale e violenza di genere, la minaccia ai diritti riproduttivi, l’omofobia, l’abilismo, il sessismo, sono solo alcuni dei pesi alle caviglie con i quali le donne devono camminare ogni giorno.

            Dovresti vergognarti delle tue parole e della tua cieca arroganza. Educati sul tema, e poi magari ne riparliamo.

            Infine, la tua frustrazione nei confronti delle donne al potere mi fa davvero pena, e anzi ti consiglio vivamente di andare a vedere uno psicologo, perché hai chiaramente delle questioni irrisolte.

          • .g.e.o.

            Bene. Siamo arrivati all’insulto.

            Non dovrei replicare (si sa, nelle discussioni chi legge non sempre capisce la differenza) ma alcune tue affermazioni sono così surreali …
            La più enorme è la critica all’intelligenza altrui (la mia). Boh. Io mi guardo bene dal criticare l’altrui intelligenza, di dire “questo è scemo” o “questo è intelligente”, perché è facile sbagliarsi su argomenti così complessi come l’intelligenza. Per farlo bisognerebbe avere la certezza di capire cosa sia l’intelligenza e di possederne in ordine di grandezza superiore all’altro. Tu evidentemente sei in condizione di farlo, invece … beato te!!! Chissà come ci si sente …

            “… non ti sei neanche reso conto che Marta ti ha preso in giro in ogni riga che ti ha risposto …”, ne sei sicuro? Ti sembra che io abbia risposto seriamente? L’ho fatto una volta e l’ho specificato all’inizio della frase.

            Brutta notizia: no, non traggo alcuna utilità, figuriamoci “privilegi”, dal “vivere in una società sessista e patriarcale”. Non è il mio caso, non sono assuefatto ad un bel niente. Cosa te lo faceva pensare? Boh.

            “… ridistribuzione del privilegio direttamente proporzionale all’oppressione storica”?!? Ahooo, ma dove vivi, nel Medioevo? Me ne faccio un accidenti di questa tua supposta “equità” e dovresti/dovreste anche fare molta attenzione a non appiccicare un significato del genere alla parola “equità”! I privilegi vanno ABOLITI e NON “ridistribuiti”, punto, scrivere una cosa del genere basta ed avanza a qualificarti come persona intrisa di ideologia.
            Differenza di stipendi? Dove, qui in Italia? Ma ti sei accorto che esistono tante donne ai più alti livelli professionali e manageriali, con compensi adeguati a ciò che fanno? Non hai mai pensato che nessuna azienda è tanto masochista da affidare incarichi di livello elevato in base al sesso, anziché alla capacità dei candidati? Beh PER FORTUNA non è così! E per le eccezioni ci pensa la competizione, che mettere fuori mercato chi fa scelte sbagliate. Il nostro governo ovviamente è un caso a parte, ma questo è un altro discorso …

            “Educati sul tema, e poi magari ne riparliamo”: guarda, grazie veramente tantissimo per la proposta, ma proprio non ne sento la necessità.

            “… frustrazione nei confronti delle donne al potere …” dimostrazione ulteriore e perfetta di come tu veda le cose a senso unico. Hai davanti agli occhi un filtro colorato talmente forte che vedi solo QUEL colore. Frustrazione, sì, ma NON nei confronti delle “donne al potere” (che poi dovrebbero essere semmai “donne al servizio dei cittadini”, va beh, ma vaglielo a spiegare …) semmai nei confronti di “incapaci, corrottti, arroganti, comunque gente che fa danni all’Italia, pagati profumatamente con i soldi dei contribuenti”. Che si tratti della Boldrini, della Serracchiani e della Polverini; o di Gasparri, Verdini e Matteoli, per me non fa alcuna differenza. Non credo di dover andare da uno psicologo per questo.

            In sostanza: mi sembra che tu capisca abbastanza poco di ciò che hai davanti agli occhi; ma che una fervida fantasia provveda come alternativa a dipingerti quadretti nei quali ti rispecchi volentieri. Del resto, una capacità logica appena decente ti avrebbe impedito di scrivere il primo paragrafo della tua aggressione (non “risposta” perché non hai risposto a ciò che ho scritto, ma hai farneticato su cose inesistenti nella realtà, basta leggere con cura i post precedenti per capirlo) così zeppo di strafalcioni da sembrare tradotto con Google.

          • RainbowUnicorn

            Come volevasi dimostrare: la tua ignoranza su questi argomenti è davvero significativa.

            Sei in grado di esprimere queste tue opinioni online (basate sulla tua esperienza di vita, chiaramente non sui fatti), soltanto grazie al velo di anonimita’ che hai su internet. Forse, vista l’ignoranza di massa che prevale in Italia, saresti capace di sostenere queste tu ridicole opinioni pure offline, il che è veramente triste. Se solo gli internet trolls si limitassero al virtuale… Qui rischiamo un’invasione!

            Comunque, nel resto del modo dove la gente PER FORTUNA è consapevole delle questioni di genere, grazie al movimento per i diritti civili, ai movimenti femministi (Che sono visti con riaspetto in gran parte del mondo), e agli studi di genere (si mio caro troll, esiste un intera branchia di studi accademici su queste questioni), la gente ti riderebbe in faccia se tu provassi a sostenere seriamente la tua posizione. Diciamo che sei rimasto un tantino indietro, vivi in un baratro di ignoranza tale che ispirerebbe Platone a scrivere Il mito della caverna 2, eppure hai l’arroganza di esprimere giudizi su questioni di cui non capisci una mazza.
            Se stessimo parlando di fisica, sarebbe come vedere un ignorante cercare di convincere un/a fisico/a che la legge di gravità non è vera, è tutta frutto dell’indottrinamento scientifico che vuole farci credere che viviamo con i piedi per terra. È tale l’ironia delle tue affermazioni!

            Leggere i tuoi commenti è davvero raccapricciante, e mi fai pena, caro internet troll (a proposito, non sei solo, il cyberspace brulica di trolls come te, certamente riuscirai a farti un amico, non ti preoccupare. Però stai attento, perché ora che siete diventati soggetti di studi accademici, vi stanno osservando!).

            Forse un giorno ti renderai conto della profondità spaventosa della tua ignoranza e allora la vergogna sarà tale che non uscirai mai più dalla tua caverna…

            Che dire…? MAGARI!

          • .g.e.o.

            ?!?

            “…opinioni … basate sulla tua esperienza di vita, chiaramente non sui fatti”?!? Cioè, l’esperienza di vita non è “fatti”?

            “…soltanto grazie al velo di anonimita’ che hai su internet”?!? Cioè, tu invece ti chiami davvero Rainbow di nome ed Unicorn di cognome?

            Io ricevo gli insulti, ma il troll sarei io?!? Mah!
            Comunque, tante volte pensassi che non sarei in gradi di risponderti come meriteresti, te lo spiego con chiarezza: se non lo faccio è per rispetto nei confronti di ME STESSO, non verso di te.

            “… esiste un intera branchia di studi accademici su queste questioni …”?!? Da come scrivi mi sa che hai ben poco a che fare con gli “studi accademici”, anzi, con gli “studi” in generale.

            Ma leggiti, invece di rompere le scatole al prossimo. Ché al massimo puoi risultare interessante come caso clinico.

          • Rodolfo Bevione

            Ti faccio notare, sottovoce, che ogni volta che il Guardian pubblica articoli del tenore di questo, si ritrova coperto di insulti da un sacco di lettori che ne hanno le tasche piene della misandria femminista, vedere per credere. Per cui, nel resto del mondo le reazioni sono anche più fredde, rispetto a queste tematiche, di quelle nel panorama italiano.

      • Rodolfo Bevione

        La situazione si sta facendo imbarazzante, Franceschini. La guida a cosa è una fonte e cosa non lo è te l’ho data per un motivo: perché evitassi di sparare boiate tipo “la prima causa di morte delle donne oggi in occidente è ancora la famiglia”. È una falsità oggettiva.

        Qua trovi le principali cause di morte in Italia, purtroppo aggiornate solo fino al 2008, ma l’omicidio è ben distante dall’essere prima causa di morte

        http://www.istat.it/it/archivio/24446

        E qua trovi le statistiche a livello europeo, che dimostrano la stessa cosa (aggiornate a settembre 2012)

        http://epp.eurostat.ec.europa.eu/statistics_explained/index.php/Causes_of_death_statistics/it

        E qua trovi le statistiche americane, aggiornate al 2010; risultato uguale alle altre, ma chettelodicoaffa’?

        http://www.cdc.gov/women/lcod/2010/index.htm

        Non ho tempo di cercare le statistiche canadesi perché, essendo un porco sciovinista, questa sera tocca a me lavare i piatti per la famiglia. L’andazzo generale dell’Occidente però è chiaro, no?

        • http://www.laviasufidellamore.wordpress.com Marta Franceschini

          http://www.un.org/esa/socdev/ageing/documents/egm/NeglectAbuseandViolenceofOlderWomen/Violence%20against%20women.pdf

          http://www.endvawnow.org/en/articles/299-fast-facts-statistics-on-violence-against-women-and-girls-.html

          Fast facts: statistics on violence against women and girls

          Between 15 and 76 percent of women are targeted for physical and/or sexual violence in their lifetime, according to the available country data. Most of this violence takes place within intimate relationships, with many women (ranging from 9 to 70 percent) reporting their husbands or partners as the perpetrator. Across the 28 States of the European Union, a little over one in five women has experienced physical and/or sexual violence from a partner (European Union Agency for Fundamental Rights, 2014).

          Femicide

          In Guatemala, two women are murdered, on average, each day.

          In India, 8,093 cases of dowry-related death were reported in 2007; an unknown number of murders of women and young girls were falsely labeled ‘suicides’ or ‘accidents’.

          In Australia, Canada, Israel, South Africa and the United States, between 40 and 70 percent of female murder victims were killed by their intimate partners.

          In the State of Chihuahua, Mexico, 66 percent of murders of women were committed by husbands, boyfriends or other family members.

          Violence and Young Women

          Worldwide, up to 50 percent of sexual assaults are committed against girls under 16.

          An estimated 150 million girls under the age of 18 suffered some form of sexual violence in 2002 alone.

          The first sexual experience of some 30 percent of women was forced. The percentage is even higher among those who were under 15 at the time of their sexual initiation, with up to 45 percent reporting that the experience was forced.

          Harmful Practices

          Approximately 130 million girls and women in the world have experienced female genital mutilation/cutting,with more than 3 million girls in Africa annually at risk of the practice.

          Over 60 million girls worldwide are child brides, married before the age of 18, primarily in South Asia (31.3 million) and sub-Saharan Africa (14.1 million). Violence and abuse characterize married life for many of these girls. Women who marry early are more likely to be beaten or threatened, and more likely to believe that a husband might sometimes be justified in beating his wife.

          Trafficking

          Women and girls are 80 percent of the estimated 800,000 people trafficked across national borders annually, with the majority (79 percent) trafficked for sexual exploitation. Within countries, many more women and girls are trafficked, often for purposes of sexual exploitation or domestic servitude.

          One study in Europe found that 60 percent of trafficked women had experienced physical and/or sexual violence before being trafficked, pointing to gender-based violence as a push factor in the trafficking of women.

          Sexual Harassment

          Between 40 and 50 percent of women in European Union countries experience unwanted sexual advances, physical contact or other forms of sexual harassment at work.

          Across Asia, studies in Japan, Malaysia, the Philippines and South Korea show that 30 to 40 percent of women suffer workplace sexual harassment.

          In Nairobi, 20 percent of women have been sexually harassed at work or school.

          In the United States, 83 percent of girls aged 12 to 16 experienced some form of sexual harassment in public schools.

          Rape in the context of Conflict

          Conservative estimates suggest that 20,000 to 50,000 women were raped during the 1992-1995 war in Bosnia and Herzegovina, while approximately 250,000 to 500,000 women and girls were targeted in the 1994 Rwandan genocide.

          Between 50,000 and 64,000 women in camps for internally displaced people in Sierra Leone were sexually assaulted by combatants between 1991 and 2001.

          In eastern Democratic Republic of Congo, at least 200,000 cases of sexual violence, mostly involving women and girls, have been documented since 1996: the actual numbers are believed to be far higher.

          (The Facts: Violence Against Women & Millennium Development Goals (compiled by UNIFEM, 2010). Available in English, French and Spanish)

          VENERDÌ, 31 MAGGIO 2013

          ADRIANO SOFRI: “LA STRAGE DELLE DONNE E I NEGAZIONISTI DI BUONA VOLONTA’”

          C’è una vera ragione di allarme sulle donne uccise, o c’è un allarmismo colposo o doloso? Si è andata ampliando la reazione negatrice, fino a diventare una campagna. Lo scandalo sul femminicidio è montato lentamente e tardissimo. Ha da subito eccitato dissensi troppo aspri e ottusi per non essere rivelatori. C’è stato anche chi ammoniva che gli uomini uccisi sono più numerosi delle donne uccise: vero, salvo che il confronto va fatto fra le donne uccise da uomini e gli uomini uccisi da donne, e allora diventa irrisorio. Strada facendo, le obiezioni si sono irrobustite, valendosi anche di una (effettiva) carenza di statistiche esatte. All’ingrosso, si è negato che le uccisioni di donne siano cresciute in numeri assoluti, e si è sottolineato che la crescita – impressionante – nella loro quota relativa rispetto al totale degli omicidi è dovuta solo alla riduzione degli altri omicidi, soprattutto quelli di mafia. Prima di motivare i dubbi sulla prima affermazione — il numero di femminicidi che resta sostanzialmente stabile nel tempo e nei luoghi — sbrighiamo la seconda: se nel complesso degli omicidi c’è una rilevante riduzione, e quelli contro donne restano inalterati, vuol dire che la nostra convivenza migliora tranne che nei rapporti fra uomini e donne. A questa allarmante constatazione si aggiunge l’altra.
          Abbiamo alle spalle (recenti) un mondo patriarcale e un codice penale che giudicavano con sfrenata indulgenza, o con malcelata simpatia, gli uomini che ammazzavano le “loro” donne; e ora ci illudiamo di vivere in un mondo più affrancato dai pregiudizi e più libero per tutti. Anzi, un altro dato, secondo cui le uccisioni di donne sono molto più frequenti al nord che al sud, segnala una relazione complicata se non inversa fra liberazione dei costumi e insofferenza maschile. Rinvio, per una replica generale, al blog di Loredana Lipperini (“Il fact-screwing dei negazionisti”, 27 maggio). Per parte mia, faccio alcune obiezioni peculiari. Nella discussione “specialista” al neologismo “femminicidio” si è aggiunto da tempo l’altro “femicidio” (sono latinismi passati attraverso aggiustamenti anglofoni): il primo alludendo alle vessazioni che le donne subiscono da parte di uomini, il secondo all’assassinio. Il binomio mi sembra privo di senso e comunque di utilità, e tengo fermo il solo termine di femminicidio come, alla lettera, uccisione di donne. Gli obiettori all’esistenza di una “emergenza di femminicidi” hanno capito che la categoria riguardi le donne uccise da loro mariti e amanti e fidanzati o exmariti, ex-amanti, ex-fidanzati (e padri e fratelli…), dunque “dal loro partner”. Questa delimitazione è frutto di un significativo fraintendimento. È vero, e raccapricciante, che la gran parte delle violenze e delle stesse uccisioni di donne è perpetrata dentro le mura domestiche, dove i panni andavano lavati, cioè sporcati, al riparo da sguardi estranei. Ma questa selezione statistica toglie altre circostanze in cui donne vengono uccise “perché donne”. Addito le prostitute assassinate. Piuttosto: non “le prostitute”, ma le donne che si prostituiscono; correzione essenziale, se appena riflettiate alla differenza, di spazio e di emozione, fra i titoli che dicono “donna uccisa” o “prostituta uccisa”. Gli assassinii di prostitute sono molti e orrendi. Gran parte dei detenuti per omicidio di un carcere non speciale hanno ammazzato la “loro” donna, o una, o più, prostitute. Non è femminicidio? Per bassezza di rango? O perché le prostitute non hanno padre, coniuge, fidanzato, e gli assassini non sono i loro “partner”? Ma lo sono senz’altro. Nel caso delle prostitute, l’assassino è “il loro partner”. Basta a renderlo tale la cifra che sborsa o promette per il prossimo quarto d’ora, o il loro stare su un marciapiede a disposizione di chi le voglia e prenda a nolo. La nudità esposta delle prostitute da strada – le più allo sbaraglio – è per loro un modo di aderire, per la durata della loro fatica, all’alienazione di sé, di sospendere la propria identità salvo rientrarvi a nottata passata; per gli uomini, è la manifestazione denudata dunque resa astratta e universale – come la moneta, corpo che sta per tutti i corpi – del piacere che può loro venire, della loro indigente questua di badanti sessuali. La gelosia maschile è così diversa da quella femminile (come attesta la sproporzione di botte e coltellate, salvo che la si riduca alla differente muscolatura) perché noi uomini intuiamo e temiamo una superiorità sessuale femminile, una disposizione al piacere che nessuna presunzione amorosa può del tutto addomesticare. Lo sapevano gli antichi, e ne avevano confidato al mito la memoria anche dopo aver ridotto le donne in cattività, prime fra gli animali domestici. Ne hanno ereditato la nozione, pur non sapendo più spiegarla né spiegarsela, e dandola falsamente come una prescrizione religiosa, le società che si dedicano scrupolosamente a mutilare le bambine degli organi sessuali, mutando in strumenti di dolore e anche di morte una fonte di piacere renitente al comando. (Ricordiamo il catalogo: “Non desiderare la casa del tuo prossimo; non desiderare la moglie di lui, né il suo schiavo e la sua schiava, né il suo bue né il suo asino…”). Alle donne che fanno le prostitute gli uomini prendono a basso costo e basso rischio un surrogato alla violenza casalinga e amorosa: come le bambole sulle quali i medici cinesi visitavano le loro pazienti vestite, le prostitute sono le fidanzate momentanee e traditrici su cui infierire. “Non era che una puttana”. Romena, russa, bielorussa, nigeriana: “Uccisa una nigeriana”.
          Titoli in corpo piccolo (si chiama così la statura delle lettere a stampa, corpo), al di sotto del femminicidio consacrato. Vuoi mettere, si dirà, una nigeriana uccisa con la ragazza quindicenne che ci ha spezzato il cuore? Certo che no. Eppure sì.
          È affare di noi uomini. Le donne che fanno le prostitute e partono ogni sera per la più asimmetrica delle guerre civili la sanno lunga, su noi, che esitiamo a seguire il filo dei pensieri fino al punto in cui fa il nodo. È seccante rileggere i più bei frutti della nostra creatività letteraria e artistica per scorgervi la rovina del Grande Delinquente che ha ucciso la puttana perché l’amava e la voleva solo per sé.
          I volontari della campagna anti-scandalismo sul femminicidio protestano che una morte vale un’altra: la ragazza massacrata vale il pensionato rapinato (qualcuno si spinge a confrontare le uccisioni di donne con le vittime degli incidenti stradali!). Che si distingua chi perseguiti o uccida qualcuna o qualcuno perché è donna – o perché è gay, o perché è ebreo, o nero – sembra loro un’insensibilità costituzionale. Il paragone con le minoranze è improprio: le donne sono la sola maggioranza brutalizzata. Le leggi, dicono, valgono per tutti. È vero, e riconoscono aggravanti particolari. Come spiegano Lipperini e Murgia – e tante altre – occorre a un capo l’impegno culturale e all’altro capo il sostegno materiale ai centri antiviolenza. Aggravare le pene è il riflesso condizionato di legislatori di testa leggera e mano pesante. Di una sola misura c’è bisogno, più efficace a impedire di nuocere a chi ha minacciato, picchiato e molestato abbastanza da annunciare l’esito assassino. Qui è il punto penale: solo in apparenza preventivo, perché quelle minacce e molestie e violenze, quando siano accertate, sono già sufficienti alla repressione che il femminicidio attuato renderà postuma.
          La minimizzazione del femminicidio si presenta come un’obiezione al sensazionalismo. Si potrà dire almeno che ha avuto una gran fretta. Si sono ammazzate donne per qualche migliaio di anni, per avidità amorosa e per futili motivi: da qualche anno si protesta ad alta voce, e già non se ne può più?
          Tags: Adriano Sofri

          Scritto venerdì, 31 maggio 2013 alle 8:12 am nella categoria Ancora dalla parte delle bambine. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, o fare un trackback dal tuo sito.

          LUNEDÌ, 27 MAGGIO 2013

          IL FACT-SCREWING DEI NEGAZIONISTI

          di Loredana Lipparini

          Fabrizio Tonello, Davide De Luca, “Daniele”, Sabino Patruno. Sono, nell’ordine, un docente di Scienza dell’Opinione Pubblica, un giornalista a cui “piacciono i numeri e l’economia”, un laureato in filosofia che scrive per Vice e un notaio.
          Cos’hanno in comune è presto detto: una serie di post (sul Fatto quotidiano, Il Post, Quithedoner,Noisefromamerika), pubblicati a distanza ravvicinata e decisamente simili nei contenuti, nelle conclusioni e nel commentarium, nei quali dichiarano il femminicidio vicenda montata mediaticamente e fondata su numeri sbagliati. Ci sono, naturalmente, varianti nei toni usati: da quelli gelidi di Tonello nel distinguere l’assassinio di una donna dallo sfregio con l’acido (“dalla tomba non si esce, dall’ospedale sì”), a quelli sprezzanti di De Luca, passando per l’esposizione dotta di Patruno fino alla “bava alla bocca” delle “neofemministe” evocata con compiacimento da Daniele-Quit the doner.
          Cosa altro hanno in comune questi post, a livello generale? La sensazione che, tutti, si rivolgano a interlocutori che hanno le sembianze di spettri, e che quegli spettri esistano solo nella loro testa, si tratti di giornalisti distratti, politici occhiuti, femministe, appunto, bavose. Non donne e uomini reali, ma caricature. Come se la denuncia del femminicidio venisse da un soggetto unico, che è facile incarnare nel vecchio stereotipo della femminista arrabbiata, livorosa, profittatrice, isterica, bisbetica. Le argomentazioni, infatti, non vengono quasi mai riferite a chi le ha effettivamente usate: si denuncia all’ingrosso complottismo, uso sbagliato o addirittura truffaldino dei dati, voglia di sensazionalismo, senza mai fare nomi e cognomi; come se tutte e tutti coloro che si sono occupati e si occupano del tema fossero indistintamente accomunati da intenzioni subdole, ignoranza, protervia, isteria, ricerca affannosa di un attimo di celebrità.
          Veniamo al punto. Le argomentazioni statistiche usate dal drappello sono quattro.

          a. Il numero di donne uccise è costante negli anni e l’incremento percentuale è dovuto al fatto che vengono uccisi sempre meno uomini, per cui il femminicidio non esiste;
          b. In Italia le morti di donne sono di molto inferiori alla media internazionale, quindi il femminicidio non esiste;
          c. Dalla combinazione incestuosa di a. e b., discende la variante forse più stupefacente di negazionismo statistico: siccome la frequenza delle donne uccise registra dei minimi – nel tempo e nello spazio – che si collocano attorno al valore di 0,5 casi l’anno ogni 100.000 abitanti, se siamo in prossimità di quel valore (e in Italia lo siamo) abbiamo raggiunto il “minimo fisiologico” e possiamo essere sereni;
          d. I dati non sono attendibili in quanto raccolti in modo non scientifico, quindi il femminicidio non esiste;

          Le argomentazioni “politiche” sono invece tre:

          1. Non esiste un’emergenza femminicidio, si tratta di un fenomeno a bassa intensità costante nel tempo e anzi in calo;
          2. E’ stato fatto del mero sensazionalismo, creando la percezione di una escalation che i dati non confermano e anzi smentiscono;
          3. Non ha senso chiedere leggi più severe per gli omicidi derivanti da questioni di genere, perché la vita di una persona non è più preziosa di quella di altre persone.

          La cosa che impressiona è che il drappello dice cose molto simili a quanto sostenuto da Michela Murgia e da me, ma arrivando a conclusioni opposte. Certo, i dati sono pochi e confusi, perché non esiste un’indagine statistica dedicata. Certo, bisogna porre la massima attenzione quando i numeri vengono forniti. Certo, le leggi repressive non hanno senso né utilità (ne ha invece il lavoro culturale e di formazione, la moltiplicazione dei centri antiviolenza e il loro finanziamento). Certo, se il femminicidio fosse un’emergenza contingente potrebbe essere studiato e circostritto, ma il femminicidio è fenomeno endemico e drammatico. E, certo, i numeri ci dicono che altrove si uccide di più. Per chiarezza, ecco un passo da L’ho uccisa perché l’amavo:

          “ Gli statistici improvvisati vanno, abitualmente, in cerca di rapporti, specie le statistiche dell’Onu sull’omicidio (UNODC homicide statistics) grazie alle quali si può sottolineare che si ammazza di più in Nord Europa, ma guarda, proprio nei paesi più emancipati e dove le donne sono più libere, e dunque la percentuale di morte è in Norvegia il 41,4% in Svezia e Danimarca il 34,5% in Finlandia il 28,9%, in Spagna il 33,1% in Francia il 34,5%; in Giappone il 50%, negli USA il 22,5%. Contro il 23,9% dell’Italia. Dunque, ci vien detto, se in Italia le vittime di sesso femminile non arrivano al 25%, è logico e conseguente che a morire siano soprattutto i maschi, che dunque vanno considerati le vere vittime. (…)
          Ma guardiamoli bene, i dati che riguardano il nostro paese. Nel rapporto sulla criminalità in Italia si scopre che le donne uccise sono passate dal 15,3 per cento del totale, nel triennio 1992-1994, al 26,6 del 2006-2008. Peraltro, la maggior parte delle vittime si registra nel ricco e sviluppato (e, certo, più popolato) nord: dove, nel 2008, ultimo anno disponibile, le vittime di sesso femminile sono state il 47,6 per cento, contro il 29,9 per cento del sud e il 22,4 del centro. In poche parole, se il numero cresce, ed è sempre quel tipo di omicidio, la crescita è il fenomeno, e non il numero, che è effettivamente tra i più bassi al mondo. Significa, per essere più precisi, che se le morti per criminalità organizzata passano da 340 nel 1992 a 121 nel 2006 e quelli per rissa da 105 a 69 , i delitti maturati in famiglia o “per passione”, che sono in gran parte costituiti da femminicidi, passano da 97 a 192. In altre parole ancora, mentre gli omicidi in Italia sono calati del 57 per cento circa, i delitti passionali sono cresciuti del 98 per cento. Inoltre. Se si guarda la tabella relativa ai rapporti di parentela fra autori e vittime di omicidi commessi in ambito familiare in Italia fra il 2001 e il 2006, nel 66,7 per cento dei casi (due donne su tre) è il coniuge, il convivente o il fidanzato maschio ad uccidere la propria compagna. Infine, se in assoluto sono i maschi a essere vittime maggiori di omicidio volontario, si nota però, che mentre le donne erano il 15,3 % nel 1992, sono arrivate a essere il 26 nel 2006.
          Ancora. Nel Rapporto sulla criminalità e sicurezza in Italia 2010, curato da Marzio Barbagli e Asher Colombo per Ministero dell’Interno − Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Fondazione ICSA e Confindustria, i risultati sono così sintetizzati: “Rispetto alla fase di picco del tasso di omicidi, negli anni Novanta, oggi la quota di donne uccise è straordinariamente cresciuta. Nel 1991 esse costituivano solo l’11% delle vittime di questo reato, ma oggi superano il 25%. In Italia, quindi oltre 1/4 delle vittime è donna. La crescita dipende da una relazione ben nota agli studiosi, per la quale la quota di donne sul totale delle persone uccise cresce al diminuire del tasso di omicidi. Questo accade perché, mentre il tasso di omicidi dovuto alla criminalità comune e a quella organizzata è molto variabile, gli omicidi in famiglia − la categoria in cui le donne sono colpite con maggiore frequenza − è invece più stabile nel tempo e nello spazio””

          Cosa dicono, invece, i negazionisti? Offrono una costruzione sillogistica inconsistente, per cominciare: sostenere che il femminicidio non esiste perché il numero resta fisso, abbiamo un numero di donne morte inferiore alla media e i dati non sono attendibili non ha consequenzialità logica. Diremmo forse che la mafia non esiste, in base alla constatazione che ormai il numero di morti ammazzati è costante da anni, c’è scarsità di dati e la mafia russa ammazza molta più gente? Quanto al “minimo fisiologico”, colpisce che chi bacchetta l’atteggiamento non scientifico di altri ricorra a sua volta a una vera e propria fola: chi l’ha certificato, questo minimo fisiologico? Sulla base di quali evidenze scientifiche? Facciamo un parallelo: si parla molto di malasanità; mentre l’OCSE colloca il nostro sistema sanitario addirittura al secondo posto dietro quello francese, e soprattutto lo attestano i fatti, con una durata media della vita degli italiani che è seconda solo a quella dei giapponesi. Nonostante questo, tutti i giorni negli ospedali italiani si muore, e non per malattia: si muore per infezioni ospedaliere, per errori medici, per guasti alle attrezzature vitali. Considerando le prestazioni erogate ogni anno, che sono milioni, si potrebbe ben sostenere che gli episodi riportati dai giornali siano un “minimo fisiologico”, che stiamo bene così e nessun intervento è dovuto. Non c’è emergenza.Eppure, nessuno si sognerebbe di dire che è “fisiologico” venire ammazzati in ospedale, sia pur involontariamente; siamo tutti consapevoli che il famoso “minimo fisiologico” probabilmente esiste, ma nemmeno vogliamo conoscerlo (ammesso che sia possibile) e lo stesso pretendiamo che ogni sforzo venga fatto per spostare quel limite il più possibile verso lo zero. La domanda da un milione di dollari è: perché invece parlando di femminicidio tanta gente ritiene che ci si debba accontentare? Non è di vite umane, che stiamo parlando?
          Venendo ai dati, vera e propria croce per chi voglia seriamente indagare questo fenomeno, i negazionisti perdono regolarmente l’occasione per sottolineare questa carenza e additarla per quello che è: un problema da risolvere, e non una comoda cortina fumogena utile per avvolgere tutto nella notte in cui tutte le vacche son nere. Dire che i numeri non vengono da una fonte autorevole è giusto; dire che sono sbagliati è un fatto che va dimostrato. I negazionisti non si rendono conto che proprio l’assenza di dati è un fatto in sé gravissimo. Non solo: quando Patruno (da cui sono nati gli altri post, evidentemente) sostiene che l’incidenza percentuale dei femminicidi (che aumenta a fronte di numeri assoluti calanti per gli omicidi di altra natura) conta “assai poco” e che a contare sono “i numeri assoluti e le dinamiche di questi numeri nel tempo”, fornisce un’interpretazione tutta sua, e per nulla scientifica. Le percentuali non dicono “assai poco”: dicono una cosa diversa e complementare rispetto alle frequenze assolute (che in statistica sono sinonimo di numero, n.d.r.), integrando l’informazione. In questo caso specifico potrebbero ad esempio dire che, avendo trovato il modo di ridurre certi tipi di omicidio ma non quello ai danni delle donne, è giunta l’ora di mettere in campo risorse specificamente destinate a questo scopo.
          Risorse non significa leggi: la maggior parte delle persone e delle associazioni impegnate nella lotta alla violenza contro le donne non chiede leggi ad hoc, ma semplicemente la rigorosa applicazione delle normative esistenti e, soprattutto, la protezione delle donne che denunciano e il finanziamento di strutture in cui possano essere accolte e aiutate.
          Ricapitolando: se abbiamo davanti un’incidenza percentuale che ci dice che, a differenza di altri delitti, il femminicidio esiste e non cala come gli altri crimini, se abbiamo davanti un’assenza di dati e di risorse, si dovrebbe concludere – e sarebbe logico farlo – che abbiamo un problema. Il drappello di fact-checker, invece, conclude che NON lo abbiamo.
          Perché? Questa dovrebbe essere la domanda. Le risposte, come è ovvio, soffiano nel vento. Ma una cosa vorrei dire: comprendo che la razionalità (è davvero tale?) degli studiosi (quando sono degni della definizione, naturalmente, e non semplicemente aspiranti influencer) chiami alla freddezza anche quando una ragazzina di sedici anni viene bruciata viva dal fidanzato, ché a noi non interessa, ché l’emotività è roba da “opinione pubblica”. Eppure non è questo che chiediamo a chi studia. Non è questo che chiediamo a chi pronuncia parola pubblica, sapendo bene di usarla come un’arma e di usarla, nella gran parte dei casi, solo per chiamare a sé i riflettori in un momento in cui il dibattito è caldo. Che vengano, i riflettori: abbiateli. Ma almeno sappiateli usare per il bene di noi tutti: e non, semplicemente, per qualche follower in più.

          Per questo post un grazie di cuore va a quello che di fatto ne è l’autore, lo statistico Maurizio Cassi, e a Giovanni Arduino per aver suggerito il termine giusto per ribaltare quello, a rischio di abuso, di fact-checking: fact-screwing. Ovvero, incasinare i dati invece di analizzarli.

          Questo post appare anche su Disambiguando , Giorgia Vezzoli Marina Terragni e Il corpo delle donne.

          • Rodolfo Bevione

            Il tuo commento è decisamente lungo, e mi ci andrà almeno una mezz’oretta per leggerlo tutto e farmene un’idea. Di sicuro mi hai dato una lettura interessante, devo dartene atto, e ti ringrazio.

          • Rodolfo Bevione

            Dunque, ho letto e riletto il tuo commento per diversi giorni. E confermo che da nessuna parte c’è scritto che l’omicidio è la prima causa di morte per le donne nell’occidente. Da nessuna parte.

  • Mikele

    La questione matriarcale e della dea madre terra è risaputa da decenni. Hai fatto un buco nell’acqua. E sopratutto quest articolo e schifosamente femminista… Hai soltanto usato questa storiella per gettare fango sui maschi… A che pro? E risaputo che le società antiche era matriarcali, chi ha mai detto che la scuola è vera? Dovresti imparare a scrivere articoli in modo imparziale e formativo; non per vomitare merda sui maschi e fare sfogo al tuo femminismo sfrenato…

    • http://www.laviasufidellamore.wordpress.com Marta Franceschini

      Il fango te lo sei tirato addosso da solo, con questo commento.

      • Fabiola Vassura

        penso sia controproducente rispondere alle idiozie di maschietti suscettibili, la loro sensibilità del cazzo é volta a destabilizzare ferire distrugge, a qualsiasi costo. non cercano confronto non sono in grado di reggerlo, con gente che pensa COL CERVELLO,

        • Silverxy1965

          Torna in cucina pure tu, cara complessata.

      • Fabiola Vassura

        non si è tirato il fango addosso,si é tirata la sua omonima. Ti accusa di essere estremista?!?guarda che linguaggio ha usato.
        cercano la guerra, cercano la morte, e si immaginano di morire da eroi.invece di vedersi come gli stronzi di merda che sono.
        NON TI CURAR DI LOR, MA GUARDA E SCANSA (che non è vero che pestare merda porti fortuna, porta solo puzza)

  • Stefano S.

    Dall’articolo, mi pare di capire che l’Uomo sia riuscito a ribaltare nel giro di 3 millenni una consolidata ed efficace struttura sociale: dal modello matriarcale a quello patriarcale. Mi chiedo come mai, da allora ad oggi, il genere femminile non sia riuscito a fare altrettanto (sebbene dall’articolo si evince che abbia tutte le carte in regola per invertire il processo). Il genere femminile rivendica meriti e qualità che forse non gli appartengono più: se quello che sostiene quest’articolo e’ vero, dovrebbe essere uno scherzo per le donne di oggi riportare le cose a prima dell’avvento delle societa’ patriarcali. Invece per ora riesce a fare solo del vittimismo, a guardare con nostalgia ai tempi che furono e demonizzare il maschio. Forse le donne di oggi non sono piu’ quelle di una volta? E di sicuro la colpa e’ dell’uomo, no? Concludo il mio personalissimo pensiero con un pò di psicologia spicciola; ecco i miei due centesimi: quest’articolo mi pare una gigantesca trasposizione antropologica delle esperienze sentimentali dell’autrice.

    Vi invito a leggere un testo che personalmente ho trovato molto interessante, sebbene originariamente concepito come brano musicale:

    https://www.youtube.com/watch?v=O_alPVvPY_A

    • http://www.laviasufidellamore.wordpress.com Marta Franceschini

      Su una cosa hai ragione: la tua analisi vale proprio due centesimi. Perdona se per tale pochezza non mi scomodo a ribattere…Bon nuit.

  • Vicky Wen

    Sapete cos’è che mi rende stucchevole tutto ciò?
    Il vostro atteggiamento. Questo modo di fare da uomo 2.0.
    Voi non siete femmine nè donne, siete femministe. Tutto questo bullismo da “paura eh?” vi rende del tutto simili a quegli uomini che evidentemente odiate e temete, verso i quali provate rancore e rabbia. Ma anche e senza dubbio INVIDIA. Se solo foste nate col pisello, sareste dei violenti imbecilli di periferia e trattereste perfino male le vostre donne.
    Siete simulacri del maschilismo più becero, ma al contrario, uomini nati senza pene: arroganti, presuntuose, in sella al cavallo della rivolta, non siete nè carne nè pesce, siete solo la degenerazione di un progressismo spinto e male interpretato.

    Sapete, io sono un uomo, una persona normale, e sono cresciuto con l’idea che siamo tutti uguali e abbiamo tutti gli stessi diritti. Francamente, venire a conoscenza del fatto che l’umanità sia stata …come la chiamate? Matrifocale? Ok, che l’umanità sia stata matrifocale, dicevo, non può che farmi piacere. Vivo dall’altra parte del mondo, dove è attualmente addirittura matriarcale… e mi trovo benissimo.
    Però non può che fare ribrezzo l’atteggiamento con cui tutto ciò è – non scritto! – ma spiattellato, quasi rinfacciato, nel senso letterale di tirato in faccia… è vomitevole.
    Ma che diavolo volete da noi? Con chi siete arrabbiate? Coi vostri nonni? Andateli a prendere nelle tombe e tirategli le orecchie! A cosa serve un articolo che poteva essere tanto bello e interessante, scritto in questo modo, con questo atteggiamento di parte, al limite del ridicolo?

    Come dicevo, io vivo in una società sostanzialmente matriarcale, dove tutto è basato sulla donna e sulla femminilità. Voi di femminile non avete niente altro che del sangue tra le gambe una volta al mese. Per il resto, le donne di qui non saprebbero cosa farsene di femministe estremiste e partigiane come voi.

    Viva le donne.
    Abbasso tutti gli estremismi e tutti i fanatismi.
    Benvenute nel ventunesimo secolo.

    • http://www.laviasufidellamore.wordpress.com Marta Franceschini

      Caro Vicky Wen,
      ti consiglio subito una dose di Maalox per l’acidità di stomaco e una ventina di gocce di Plasil per tutto quel vomito e ribrezzo che ti riempie la bocca. Mi sembra evidente che non stai affatto bene: sei consapevole che una reazione come la tua è a dir poco…patologica? Se un articolo che non condividi ti porta a rispondere con un messaggio pieno di offese e insulti, mi sa che c’è qualcosa che non va. Per fortuna, a me invece le tue offese e i tuoi insulti mi lasciano del tutto indifferente. Anzi, mi rallegro del fatto che una decina di critiche demenziali su 5000 like sono una percentuale del tutto irrilevante. Il che mi fa ben sperare che la tua sia una specie in via di estinzione…Buona serata.

      • Vicky Wen

        Sono io a vomitare? Io? Ma ti sei letta? Hai vomitato di tutto contro il genere maschile e TU consigli il maalox a ME? Ma rilassati ciccia! Vai a letto con un uomo ogni tanto, riconciliati col genere maschile, ne hai bisogno!
        Ma soprattutto, quando rispondi a una critica, LEGGILA ALMENO!
        Se ti fossi presa almeno la briga di leggermi, avresti letto che la notizia mi fa piacere, che non ci trovo nulla di male, che non sono certo maschilista, e che l’articolo avrebbe potuto essere bellissimo e interessantissimo se fosse stato scritto con femminilità, anzichè con l’atteggiamento del maschio 2.0, del bulletto di periferia.
        Ti ribadisco e te lo sottolineo: dal modo in cui tratti i tuoi uomini, non ho alcun dubbio che se fossi nata maschio avresti trattato male le tue donne.
        Perchè il femminismo fanatico come il tuo non ha nulla di meno del maschilismo, sei violenta e arrogante!
        Non sono stato IO ad opprimere il genere femminile nel millennio scorso ok?
        Prenditela con la chiesa, quella sì che è maschilista. Diventa anticlericale invece che essere contro tutti gli uomini del mondo, che non solo non ti hanno fatto niente, ma mai te ne farebbero e se non fossi tanto aggressiva e presuntuosa, magari sarebbero anche d’accordo con te!

        • http://www.laviasufidellamore.wordpress.com Marta Franceschini

          Comprati uno specchio, tesoro! Il resto è tempo perso: adieu!

          • Vicky Wen

            Come dite voi… “paura eh?”
            Incontrare un uomo intelligente ti mette in difficoltà.
            Adieu te lo dico io, bulletta malriuscita.

          • http://www.laviasufidellamore.wordpress.com Marta Franceschini

            ok, vuoi l’ultima parola, come i bambini piccoli? prego, accomodati: a te il piacere dell’ultimo insulto…

          • Silverxy1965

            Vai a stirare e taci, tesoro.

          • http://www.laviasufidellamore.wordpress.com Marta Franceschini

            Complimenti per la qualità dell’argomentazione.

          • Rodolfo Bevione

            Non sembri ascoltare (né meritare) argomentazioni migliori, però.

          • Silverxy1965

            Esatto, queste povere decerebrate hanno una paura matta degli uomini pensanti.
            Non solo: sono anche razziste, oltre che sessiste, perché, di norma, questo genere di patetici discorsi sono rivolti in primis agli uomini bianchi occidentali.
            Per essere più chiaro: se in questo forum scrivessero degli albanesi o dei rumeni, per non parlare di tunisini o nigeriani, già i loro toni cambierebbero; ovvero sarebbero più morbidi, perché le tipe avrebbero paura di essere bollate come razziste.
            Queste complessate sarebbe da spedirle a lavorare in massa in qualche miniera cinese o sudafricana.

          • S+!

            Ma com’è possibile che ad ogni critica anche educata tu sai solo partire con insulti, come se non si potesse assolutamente fare nessun tipo di osservazione?…
            Ma questa è intelligenza da parte tua?. Ma veramente quelle come te le vorresti in situazioni di giudizio e decisione? Ma veramente le vorremmo, tutti noi?
            Io sono per entrambi i sessi, senza discriminazioni, ma tu sei la più discriminante in assoluto, già soprattutto da come ti esprimi fuori dai commenti. E’ chiaro che ti è difficile reggere un confronto con argomenti che si usano nei dialoghi, preferendo invece quelli da rissa.

            Hai scritto un articolo pensando di poter scrivere quello che volevi credendo di generare solo complimenti. Così non è stato.
            Fattene una ragione. Prendine atto. Usa questa situazione per capire che sei stata violenta nel modo di esporre le tue idee.
            Se ne fai tesoro il tuo prossimo articolo sarà probabilmente migliore.
            Ma non essere presuntuosa pensando di aver fatto tutto giusto. Ci sono modi e modi. Prendilo come un errore, punto.
            Il problema è che poi tu rispondi in continuazione ai singoli commenti, usando toni da stizzita, piuttosto che argomentare su determinati punti.

            Puoi anche riportare tutti numeri che vuoi delle persone che ti hanno letta o condivisa, ma sono solo numeri che non hanno niente a che vedere con l’idea di bontà dell’articolo. Viene solo riportato, e basta una persona che lo condivida su FB che ecco che l’articolo, solo per il titolo, viene cliccato.
            Questo non fa diventare l’articolo “BUONO E INATTACCABILE”.
            Nemmeno il fatto che venga condiviso.
            Sai quante cazzate vengono condivise senza nemmeno essere approfondite?… Tra bufale, cose inventate sul momento, e notizie sbagliate, il tuo non fa altro che appartenere a questa cerchia.
            I numeri di cui ti vanti sono pari a nulla, in un mondo come internet, dove ciò che conta sono soprattutto i commenti delle persone.
            Perciò fai un po’ un calcolo di quanti commenti negativi hai rispetto a quelli positivi, considera invece quante persone avranno fatto un sorriso e dopo 30 righe del tuo articolo nemmeno si sono volute esprimere.
            Non dovrebbe essere difficile nemmeno per te…eppure sembra che..mah.

      • Cornholio

        Dio ha deciso che voi femmine dovete buttare sangue ma in comode rate mensili. Io non mi fido di una cosa che sanguina per 5 giorni e poi non muore :)

    • Stefano S.

      ciao. Mi chiamo Stefano, ho 38 anni e volevo ringraziarti. Anche io ho scritto un commento, poco piu’ sotto (a firma Stefano S.). La penso come te, la mia ragazza (non voglio parlare a nome suo, ma abbiamo letto l’articolo insieme e ne abbiamo discusso) la pensa come me e te. Volevo ringraziarti perche’ sei riuscito a esprimere le idee che avevo sul tema, con parole migliori delle mie, con concetti piu’ concreti ed efficaci. Ho provato un misto di imbarazzo e fastidio nel leggere alcuni dei commenti (di quelli “a favore” dell’articolo intendo) finche’ non ho letto il tuo. Grazie ancora e complimenti per lo stile e la chiarezza. Ciao.

    • Pino Irsuti

      Purtroppo hanno seri problemi psicologici e si aggrappano a qualunque ragnatela

  • cristina bove

    condivido ogni parola.
    mi permetto di consigliare la lettura di un libro storicamente documentato “Chi ha cucinato l’ultima cena?” di Rosalind Miles, che fa luce su molti aspetti, tra i quali quelli delle religioni patriarcali e monoteiste, veri sistemi di oppressione e annientamento della donna.

  • Pino Irsuti

    Son arrivate pure le deficienti del Mdm :D

  • Mitra

    Volevo dire solo una cosa e non voglio essere polemica. Ciò che è scritto nell’articolo non è un mistero da parecchio tempo, si fa tranquillamente a scuola (a patto che ti capiti un insegnante competente, ma questo vale per qualunque materia/argomento) ma volevo dire all’autrice che non c’era bisogno di usare un tono tanto aggressivo in alcune parti dell’articolo, la notizia sarebbe passata tranquillamente comunque (e forse con maggiore impatto).

    PS. un consiglio da una ragazza che scrive articoli per l’università: i consigli bibliografici ti conviene metterli in fondo all’articolo perché altrimenti c’è il rischio di non notarli! Lo dico solo per esperienza personale xD

  • Paolo Scatolini

    ammesso che la teoria del matriarcato concluso suppergiù nel 2000 a.C. (sicuramente i culti della Grande Madre sono esistiti) sia vera io non credo nelle “età dell’oro”

  • Der Antichrist

    Guardo una donna camminare.

    In lei, la posizione eretta è quantomeno sospetta: quella postura, evidenzia una “carenza”.
    Con il bipedismo infatti, viene invertita la posizione degli organi sessuali dei due sessi: il pene, da sotto, viene proiettato in avanti, la vulva, si sposta sotto.
    Etc etc etc ….
    http://anticristo.org/2014/09/25/leunuco-femmina/

    • http://www.laviasufidellamore.wordpress.com Marta Franceschini

      Una cosa è certa: chiunque abbia scritto questo “articolo” di carenze se ne intende…

  • G. Reventlov

    Raramente mi capita di lasciare un commento ad un articolo. Questa volta mi è sembrato giusto farlo. Naturalmente si può essere d’accordo o meno con la mia opinione (e ci tengo a sottolineare che la mia non è altro che questo: un’opinione), spero che si possa comunque discuterne in maniera serena, come purtroppo troppo poche volte accade su internet.

    Leggendo l’articolo mi sono accorto di come gli aggettivi siano stati utilizzati in maniera molto forte per dare più peso ad alcuni aspetti rispetto ad altri. Un esempio molto chiaro ritengo possa essere questo passaggio:

    “…se il potere sacro e inviolabile della Grande Madre è stato strappato con rabbia e violenza da una minoranza sottomessa e frustrata dopo alcuni millenni di lotte, questo spiegherebbe l’accanimento con cui il nuovo potere abbia sistematicamente represso e discriminato il genere femminile nei secoli successivi e fino ai nostri giorni…”

    Direi che è piuttosto chiaro il punto di vista espresso dall’autrice dell’articolo. Ne intravvedo inoltre la rabbia (non sto dicendo che sia ingiustificata, sia ben chiaro). Tuttavia ammetto che come rappresentante del cromosoma Y mi sono sentito attaccato, in maniera esagerata.
    Sono pienamente conscio e consapevole che la donna sia ancora discriminata in molte situazioni, ma fino ad ora ho sentito molta rabbia e violenza da entrambe le parti, con poche proposte.
    Partirei dal dire che donne e uomini, maschi o femmine, non siano uguali. Fermi, lasciatemi concludere prima di prenderla sul personale. Abbiamo due modi diversi di ragionare, due modi diversi di affrontare i problemi ed il nostro stesso corpo è diverso. Alle olimpiadi forse uomini e donne non gareggiano con diversi parametri? Ed io stesso, lavorando in ambito creativo ho visto come le donne con le quali avevo a che fare portassero idee, soluzioni o semplicemente punti di vista differenti dal mio. Continuo perciò a sostenere che siamo differenti e che abbiamo bisogno gli uni degli altri.

    Invece che sostenere quanto un modo di fare sia migliore, quanto l’altro sia peggiore, non sarebbe forse il momento di fare le cose assieme come “esseri”?

    • http://www.laviasufidellamore.wordpress.com Marta Franceschini

      Mi dispiace sinceramente se il mio linguaggio l’ha fatta sentire attaccato, come lei dice, in maniera esagerata. Non era certo questa la mia intenzione. Ho scritto questo articolo principalmente per rendere giustizia alla storia dell’umanità e liberarla dai vincoli della censura. E’ vero, provo rabbia nei confronti delle omissioni che la storiografia – e di conseguenza la cultura imperante – ha operato nei confronti di verità imbarazzanti, che non riguardano solo le donne. Per esempio sul numero delle vittime della colonizzazione delle Americhe (si parla di almeno 80 milioni di persone, ma la sfido a trovare questo dato su qualunque testo scolastico italiano); o sui morti nei gulag russi (24 milioni, coperti dallo stesso imbarazzato silenzio). Mi è difficile parlare di queste cose tenendo a bada l’indignazione, che mi ferisce due volte: per il crimine stesso, e per l’omertà che lo cancella. Nel caso delle civiltà antiche l’indignazione è aggravata da circa 7000 anni di discriminazione che, come lei giustamente riconosce, è tutt’ora attiva in molte situazioni. Mi rendo conto che non deve essere per niente piacevole appartenere per genere a quella maggioranza che ha perpetrato tale discriminazione, soprattutto se, come mi sembra di capire dalle sue parole, non la si condivide. Ma mi aspetterei, da quei cromosomi Y come lei un po’ più di sostegno. Mi aspetterei che potesse reggere la mia rabbia (che per altro lei trova giustificata!) senza sentirsi preso in causa, o attaccato, visto che non è rivolta a LEI come individuo, bensì a un imperialismo culturale al quale lei come me appartiene ma che come me non condivide. Comunque accetto e prendo atto della sua opinione. Se non altro apprezzo la garbatezza della sua risposta. Quanto alla diversità uomo/donna sono perfettamente d’accordo con lei: certo che siamo diversi, e considero anzi questa diversità come una ricchezza reciproca, da non doversi scambiare per superiorità né da una parte né dall’altra. Proprio per questo, rivendico pari diritti e pari dignità. L’articolo ha ricevuto finora 19.000 visite e 5.500 like, più una dozzina di messaggi inqualificabili, pieni di insulti e offese di ogni tipo. L’ultimo lo può leggere qua sotto: la posizione eretta non si confà alla donna, che farebbe meglio a restare a quattro zampe…Se avevamo dei dubbi sulle ragioni della rabbia…

  • http://www.uominibeta.org/ Luigi Corvaglia

    Ho una formazione schiettamente scientifica e mi piace discutere su dati riscontrabili che nell’articolo sciorina come certi.
    Si possono avere riscontri? Link o quantomeno bibliografie. Siamo su internet sa …

    • http://www.laviasufidellamore.wordpress.com Marta Franceschini

      Richiesta più che legittima. Ho già risposto ad altri in proposito, e precisamente 10 giorni fa, da cui copio e incollo: – Un testo che lei sicuramente già conosce e che per me è stato illuminate e rivelatorio è “L’eterno femmineo mediterraneo” del prof. Uberto Pestalozza, già rettore dell’Università di Milano, scomparso nel 1966. Vi troverà anche interessanti informazioni bibliografiche. Poi, una pioniera nel campo, la prof. Marija Gimbutas (Università della California, Los Angeles), che ha scritto innumerevoli testi che naturalmente ho letto per esteso, e anche lì le fonti sono riportate con precisione e puntualità. Cito anche la prof. Merlin Stone (Università di New York, Buffalo), “Quando Dio era una donna”, che riporta 12 pagine di note bibliografiche. E’ da poco uscito alle stampe “Le società matriarcali – Studi sulle culture indigene del mondo”, di Heide Goettner Abendroth, uno testo monumentale sulle comunità matriarcali tutt’oggi esistenti nel mondo, messe in relazione ai modelli originari preistorici. Il tomo, 700 pagine, ne contiene 40 di bibliografia. Cito dalla quarta di copertina:

      ALL’INIZIO ERANO LE MADRI, E NON IL DOMINIO DELLE MADRI IN FORMA SPECULARE AL PATRIARCATO, MA SOCIETA’ IMPRONTATE SUI VALORI MATERNI DI CURA E DI SOSTEGNO DELLA VITA. UN DIVERSO MODELLO DI CIVILTA’ PER UOMINI E DONNE.

      Segnalo anche, per il prossimo mese di ottobre, due convegni internazionali, uno a Pistoia (www.matri-arke.org), e uno a Bologna, organizzato dall’Associazione Armonie (http://www.women.it/armonie/) dedicati al tema delle civiltà matriarcali.

      Infine, forse le sarà sfuggito anche il link che suggerisco nell’articolo:
      http://www.universitadelledonne.it alla voce mito/religioni

      Spero che questo sia sufficiente, almeno per un primo approccio all’argomento. Resto comunque a disposizione se avesse bisogno di altre informazioni.

      • http://www.uominibeta.org/ Luigi Corvaglia

        Per adesso va bene. La ringrazio per la disponibilità.

  • Giovanni

    Ma davvero state dando adito e importanza a quest’articolo? Il cui target medio di lettura si identifica con il medesimo che segue MDM(il maschilista di merda) su fb? Siamo seri su. Il femminismo moderno(badate bene all’avverbio) è una sciagura, paragonabile al più becero maschilismo. Se foste donne serie, dovreste essere le prime a scandalizzarvi per gruppi di quel tipo, in cui TUTTO è filtrato e finalizzato ad un solo scopo.

    • http://www.laviasufidellamore.wordpress.com Marta Franceschini

      Ebbene sì, davvero. 5.500 like, 19.000 visite contro una dozzina di insulti come i tuoi. Ci sta, una percentuale ininfluente….

  • http://www.laviasufidellamore.wordpress.com Marta Franceschini

    D’ORA IN AVANTI NON RISPONDERO’ PIU’ A NESSUN MESSAGGIO CHE CONTIENE INSULTI, OFFESE E VOLGARITA’. SE NON VI PIACE QUESTO ARTICOLO O NON CONDIVIDETE QUELLO CHE C’E’ SCRITTO, LEGGETE ALTRO. SE NON SIETE CAPACI DI CONTROLLARE GLI ORMONI DAVANTI A UNA PAGINA SCRITTA, IL PROBLEMA è VOSTRO.

    “Se qualcuno vi si avvicina con un dono e voi non lo accettate, a chi appartiene il dono?”, domandò il maestro. “A chi ha tentato di regalarlo”, rispose uno dei discepoli. “Lo stesso vale per l’invidia, la rabbia e gli insulti: quando non sono accettati, continuano ad appartenere a chi li portava con sé”.

    • Rodolfo Bevione

      Ma tu guarda quanto sei carina.
      Scrivi su un sito che ospita i commenti, e ogni volta ringrazi educatamente quando qualcuno ti fa dei complimenti. Quando qualcuno prova a spiegarti perché non è d’accordo con te, “NON SA CONTROLLARE GLI ORMONI”.
      Va’ che adesso mi fai proprio tenerezza.

  • Alois

    Al di là del miserevole sottofondo ideologico femminista o meno dell’articolo (che cerca giustificazioni preistoriche agli atteggiamenti moderni), mi pare che sia proprio la qualità dello studio storico qui ad essere praticamente a zero.

    Cioè si fa fatica al giorno d’oggi a trovare fonti soddisfacenti sull’economia e la società medioevale, la civiltà mediterranea antica è ancora in gran parte un mistero irrisoluto, e invece da questo articolo pare che praticamente qualcuno sia vissuto nella preistoria di 100.000 anni fa e lo abbia qui fedelmente riportato.

    Le donne hanno inventato l’agricoltura? La conservazione degli alimenti? E questo da dove salta fuori? C’è un ufficio brevetti dell’età della pietra? Esistono prove archeologiche che dimostrano che determinate donne nelle varie parti del mondo hanno “inventato” queste cose? Se la ricerca storica è arrivata a questo punto così avanzato mi tolgo il cappello, evidentemente sono indietro di decenni nelle mie conoscenze, in quanto mi pareva che a malapena si riuscisse individuare il periodo di inizio dell’agricoltura con ipotesi che variano di un migliaio d’anni l’una dall’altra.

    “Furono sempre le donne ad addomesticare i primi animali selvatici, attaccandosi i cuccioli al seno”… questo sarebbe un mito ellenistico o una valida teoria storiografica? E tralasciamo quello che potrebbe succedere se un cucciolo di cane si attacca ad un seno umano.

    Ma insomma, è chiaro che l’articolo sono tutta una serie di congetture prive di qualsiasi valenza storica basate su ideologie moderne, per altro pure da alcuni definibili come maschiliste, visto che si fa il ragionamento che, siccome tessere e cucire sono compiti tipicamente femminili, allora è chiaro che le donne hanno inventato l’ago e l’abbigliamento. Che tristezza.

    Comunque, giusto per chiarire due appunti: ci son sono fior fiori di archeologi ed antropologi uomini che hanno studiato i ruoli dei sessi nella storia anche evidenziando culture incentrate sul ruolo femminile, non servivano certo le paladine femministe degli anni ’50 per scoprire la questione. Dove esista questa specie di omertà maschilista degli archeologi lo sa solo la giornalista, che credo non abbia mai messo piede nell’ambiente, né abbia mai approfondito vagamente gli studi preistorici. Altrimenti vorrei davvero sapere quali sono gli studiosi maschi omertosi che sostengono con contezza come fossero la società e i rapporti di genere nel 20.000 a.C.
    Poi, è dato di fatto che le culture che più conosciamo e delle quali abbiamo più fonti siano di tipo patriarcale ed è evidente che gli studi non possono che concentrarsi su quello.
    Alcuni sostengono che il modello patriarcale sia un frutto della società derivate dai famosi indoeuropei, chissà, magari le popolazioni pre-indoeuropee erano matriarcali, ma al momento è praticamente impossibile dirlo.
    Detto questo, probabilmente ho anche perso tempo a rispondere ad un articolo evidentemente scritto solo per sollecitare una sterilissima polemica, ma magari qualcuno di interessato all’argomento c’era.

  • http://www.laviasufidellamore.wordpress.com Marta Franceschini

    “NON DATE LE COSE SANTE AI CANI E NON GETTATE LE VOSTRE PERLE DAVANTI AI PORCI, PERCHE’ NON LE CALPESTINO CON LE LORO ZAMPE E POI SI VOLTINO PER SBRANARVI” (Matteo 7,6. 12-14)

  • dy

    Societá matriarcale durata millenni decaduta
    Societá patriarcale durata millenni (meno millenni di quella matriarcale a quanto pare) in pericolo di decadimento
    Ma non sará mica il caso di fare pace?
    Questo antagonismo sessista é uno dei piú insensati e stupidi motivi di discussione tra sessi..
    e la cosa che fa piú morti al mondo é proprio la stupiditá..
    una domanda ma la stupiditá é una prerogativa maschile o femminile?

    Fate all’amore non la guerra!!

  • Rosario Giosuè Arundine

    Risaputissimo. Ho fatto antropologia e questa cosa scioccante è stata ampiamente detta e stradetta, ma questa maniera quasi furente non fa bene all’oggettività di un rapporto scientifico, né l’eccessiva enfasi. Non dico che i popoli “patriarcali” sono meglio o peggio di quelli “matriarcali”, ma che ebbero un diverso approccio alla guerra e la cosa ha aiutato. Pensate ai greci e ai latini o ai popoli germanici per esempio. Per il futuro consiglio più oggettività, più dati e meno apporti personali.

  • uccello libero

    Qualcuno riesce a farle capire che con un bel uomo o un bel culo 6.000 like li prendi in un giorno.
    Hai solo riscritto cose già conosciute , dandogli un titolone altisonante ma che di sostanza non ha niente tranne il tuo spunto da femminista frustrata che come ogni altro estremismo porta solo a discussioni sterili.
    Complimenti per il successo ma a parte il titolo chi legge non apprezza !

  • Fabolous

    ebbene si, ho aumentato il numero degli shares attratto dal titolo, sono tantissimi, quindi l’articolo deve essere per forza buono. ed i maschietti, come me, che lo leggono prima di esprimere eventuali critiche si confrontassero prima con i lettori provando a scrivere un articolo, magari sull’ultimo metodo per contrastare la caduta dei capelli proposto dalla ditta ACME sulla scorta di serissimi studi dell’università della lapponia orientale. Nel merito… se le statuette rappresentavano donne per forza le donne dovevano governare, il ragionamento non fa una grinza. Peccato che quel mondo senza guerre nè proprietà non esista più… Maschietti dovete solo vergognarvi, avete reso anche le donne bellicose e prepotenti…

  • Vatte La Pesca

    queste rappresentazioni femminili, sotto forma di statuette o di
    incisioni/pitture rupestri, lungi dal dimostrare la presenza di una
    struttura sociale matriarcale, sono piuttosto la negazione di
    quest’ultima e la conferma del patriarcato, cara Franceschini! esse sono
    infatti realizzazioni dell’estro del genere maschile, atte a sfogare i
    pruriti sessuali dell’uomo; in pratica sono l’equivalente originario
    delle nostre attuali espressioni pornografia: Playboy, YouPorn nonché
    bambole gonfiabili et similia.

  • Roberto

    Questo articolo è molto interessante e credo che corrispondi a realtà. Complimenti all’autrie.

    A sostegno della sua tesi consiglio anche questo articolo molto interessante : http://www.centrostudilaruna.it/il-femminino-sacro-e-la-ricerca-dellunita-perduta.html .

    • http://www.laviasufidellamore.wordpress.com Marta Franceschini

      Grazie Roberto, ho letto con interesse l’articolo di Lawrence Sudbury, che non conoscevo, anche se le cose che dice mi sono note da altre fonti. Ho appena modificato il mio articolo aggiungendo una bibliografia essenziale, in cui ho inserito anche il link che tu mi hai segnalato. Ho fede che presto o tardi la verità finirà per trionfare. Anche grazie a persone come te.

      • Vatte La Pesca

        hai messo anche Serafino Massoni tra le fonti?

  • Marcobaleno

    Non posso dire quale sia la verità su una storia così antica, so che l’articolo mi è sembrato sensato, forse esagerato nel pensare i maschi sottomessi in una sociatà matrifocale. mi sembra più sensato che in una società “semplice” la donna sia il riferimento più appropriato perchè più legate ai figli e quindi alla cura e alle decisioni sull’ambiente in cui si vive. gli uomini tendono di più all’esplorazione dell’esterno e a rompere i vincoli e i confini. aumentando la complessità delle società e l’importanza delle relazioni con l’esterno/commercio è aumentato il potere maschile. Condivido la rabbia per come il patriarcato ha ridotto questo mondo e mi fa rabbia leggere gli attacchi e gli insulti all’autrice.. se non vogliamo distruggerci, dopo la rabbia abbiamo bisogno di ricostruire insieme, valorizzando e rispettando le diversità, una “nuova specie”

  • Lucilla Sperati

    infatti il Patriarcato è stato istituito e imposto dal demiurgo Yahveh
    il quale per farsi adorare e soppiantare il Matriarcato che prima di
    allora regnava da milelnni diffuso in tutta la terra con il culto della
    Dea Madre-Madre terra di Lilith, nel 1.350 a.c. ideò la figura del Dio
    Padre tratta da quella del Dio Sole Aton e la fece sancire e imporre a
    ttutti ordinando al faraone Akhenaton una riforma religiosa monoteista
    patriarcale epocale con la quale fu abolito il culto di
    tutte le antiche divinità egizie per imporre il culto di un unico Dio
    patriarcale, ovvero quello del Dio Padre Yahveh e che fu poi diffuso tra
    gli ebrei (eletto popolo prescelto da Yahveh) dal consigliere di
    Akhenaton Ramose (che divenne il Mosè della Bibbia) e da allora la donna
    prima venerata e simbolo di potenza fu relegata a oggetto e Yahveh ne
    legalizzò la sua discmininazione (il resto lo fece poi anche la ‘santa’
    inquisizione e chiesa cattolica mettendo al rogo milioni di donne
    considerate streghe) ed il modello societario patriarcale distorto,
    malato, razzista, omofobo e discriminante in cui viviamo nacque allora
    ad opera di un inganno di un falso Dio.

  • Roberto Pagnotta

    “Tuttavia, non esiste l’equivalente rappresentazione maschile dell’umanità fino all’apogeo della cultura ellenica.” Sei fuori, o ti sei litigata con l’italiano. Mi sa che nel tuo libro di storia dell arte mancavano alcune pagine, diciamo quelle relative agli antichi egizi , assiri-babilonesi, micenei, etc

  • brunaccio

    Senza avere cognizioni di antropologia se non per letture di saggi o articoli brevi come questo, ho sempre avuto curiosità per questo aspetto della storia umana e da sempre faccio considerazioni rifacendomi al regno animale. Tra i mammiferi, esseri superiori nel mondo animale, non si assiste ad un solo caso nel quale il maschio utilizzi la sua maggiore forza fisica se non per prevalere nel momento della riproduzione. Quindi il procacciamento del cibo, la perpetuazione della specie attraverso l’allevamento e la salvaguardia della prole, più che l’inseminazione che è importante da un punto di vista genetico, era ed è affidata alle femmine. Non poteva che essere così, ai primordi. Credo che l’evoluzione della società umana in senso stanziale, con la nascita della proprietà dei mezzi di sostentamento, abbia consentito ai soggetti forti di conquistare le disponibilità del cibo e con questo il potere sul gruppo.

  • Irene M87

    Vede Marta, questi utenti maschili che le rispondono con così tale accanimento confermano la loro ostilità verso la conoscenza degli STUDI.
    Archeologia, storia, Antropologia. C’è una vasta bibliografia sul tema non si parla solo di utenti. Utenti che si accaniscono. Il maschio che riafferma la sua dominanza sulla femmina. Lo deve fare. Utenti infatti, di un web dove dilaga il vuoto dell’ignoranza e la totale assenza di rispetto. Continui i suoi articoli e le sue ricerche perchè è solo grazie agli umani che scelgono la ricerca che l’umanità potrà cambiare.
    La sola donna accoglie, il povero uomo che ha ottenuto la sua egemonia, e ha saputo creare il mondo che voleva, di soprusi, di guerra, di ipocrisia, di distruzione.
    Ci sono ancora tribù matrifocali in africa. Sguardo avanti signora o dietro nel caso degli storici e non stia a perder tempo con gli utenti maschi gorilla alpha in particolar modo (non c’è nessun punto d’incontro con alcuni esemplari ma sono molto abili nell’arte della predicazione). E sorridiamo, con la profondità di cui solo le donne sono state dotate.

    • http://www.laviasufidellamore.wordpress.com Marta Franceschini

      Cara Irene, ricambio con piacere il sorriso…

  • Steve

    L’ipotesi è interessante, ma come ogni congettura sulle civiltà preistoriche è mera ipotesi. L’articolo è purtroppo pieno di tristi frecciatine da risultare più un pamphlet femminista che un articolo informativo. Consiglio a chi sia interessato al tema di leggerla la biografia consigliata.

  • carlo

    È tutto vero,ma non credo si possa tornare indietro

  • carlo

    Ammetto che mi da un po’ fastidio questa teoria, ma è tutto vero. Di fronte la verità non bisogna fare altro che accettarla

    • Foresta Di Fangorn

      Sono sempre io e ci tenevo a precisare che non è una teoria sono dati di fatto,un po’ estremizzati dalla appassionata sig Marta Franceschini. Però è vero,gli studi sulle civiltà minoiche e cicladiche parlano da soli

  • http://ampollineo.blogspot.it/ fabio aste

    Buonasera Marta,

    Molto interessante il tuo articolo, da sempre mi sento attratto dalla Grande Dea e dall’idea di Matriarcato preistorico; cerco di approfondire la questione meglio che posso, da assoluto dilettante, ovviamente, ho letto molto in proposito: Gimbutas…ecc….anche pareri in disaccordo circa il matriarcato primordiale, tipo quello dell’Antropologa Ida Magli: http://www.ilgiornale.it/news/macch-matriarcato-quelle-veneri-sono-delle-veline.html

    A riguardo ho mille perplessità, da una parte tendo a crearmi un mio ideale matriarcale preistorico, dall’altra parte mi scontro con il darwinismo e con le evidenze che nelle specie sociali di scimmie antropomorfe nostre cugine i dominanti i loro branchi sono i maschi, siccome nel mondo animale, al quale apparteniamo, la dominanza è determinata dal dismorfismo sessuale: il sesso che presenta gli individui generalmente più grandi e più forti è il dominante: nelle iene le femmine, ad esempio, nei gorilla e negli scimpanzé i maschi, sempre per esempio.

    Cosa avrebbe potuto determinare nella nostra specie, in stretta parentela con scimpanzé e gorilla, una così diversa concezione di dominanza il branco? siccome anche nella specie umana gli individui più grandi e più forti, generalmente, sono i maschi? Si tenga anche presente che in Natura il branco è quasi sinonimo di Famiglia, in quanto gli individui di un branco sono quasi sempre, quasi tutti, consanguinei tra loro.

    altre perplessità a riguardo mi derivano dall’osservazione delle Tribù africane “primitive”, le più importanti dal nostro punto di vista, siccome la specie umana la scienza pare ci dica sia nata in Africa, ad esempio questo vecchio documentario (del 1972) mostra realtà tribali tutt’altro che matriarcali.
    Non so il mio sogno matriarcale resta intatto ma con grandissime perplessità, aiutami tu :-)

    https://www.youtube.com/watch?v=jZzdKCTsn_4

    https://www.youtube.com/watch?v=BSF3Hq4xDsU

  • Valentina rossi

    Che dire fantastico articolo chiedo il permesso di divulgare citando la fonte grazie

    • http://www.laviasufidellamore.wordpress.com Marta Franceschini

      Cara Valentina, certo che puoi…grazie. Marta

  • domenicods

    ho letto solo ora il tuo articolo sulle società gilaniche e l’ho trovato molto interessante. Anche io sto riflettendo sull’argomento da tempo, ed ho una mia idea sulla ragione per cui le società gilaniche o, come le chiami tu matrifocali, sono state soppiantate dal patriarcato. Ho cercato di esprimere questa idea in questo articolo, che parte dalla festa di San Valentino per raccontare la storia della fine delle società gilaniche nel Lazio (secondo me Curi era una società gilanica) ed una riflessione più generale sulla questione. Occorrerebbe approfondire l’argomento, la rilettura in questa chiave della storia della società umana è essenziale per capire la sua evoluzione. Questo è il link dell’articolo: https://domenicods.wordpress.com/2015/02/14/la-vera-storia-di-san-valentino-e-perche-si-celebra-il-14-febbraio/

    Domenico de Simone

  • Eugenia

    Francamente non vedo quanto di costruttivo ci sia nello stare a litigare chi avesse un ruolo preminente 5000 anni fà. Nel mondo ci sono uomini e ci sono donne con caratteristiche e ruoli diversi ognuno fondamentale, e credo che nella cooperazione e non nella contrapposizione ci sia la chiave per migliorare il mondo…..queste discussioni mi ricordano un po’ quelle dei politici che oggi ci governano, i quali sono più occupati a prendersi le ragioni piuttosto che a risolvere i problemi. ….e la cosa se non fosse preoccupante sarebbe soltanto patetica!

  • Emanuele Grasso

    io rispetto, o almeno cerco di farlo, qualsiasi essere umano, sia esso uomo o donna o cane. E in particolar modo amo le donne, perchè in genere dotate di sensibilità superiore. Ma ciò non toglie il fatto che se sono in disaccordo con qualcosa io non lo dica, o non lo metta in discussione. Questo rientra nella sfera di rispetto che noi sempre ci dobbiamo, indifferentemente dal nostro genere. Amare le donne, rispettarle, vuol dire proporre loro lo stesso identico comportamento che si riserverebbe a qualsiasi persona. Non mi sembra di aver mancato di rispetto all’autrice, ma semplicemente di averle contestato alcune cose. Avrò pure avuto il diritto di non farlo, no?

    • paolo

      Se non ti sembra insultante la tua opinione(becero,nazista) allora più che le donne dovresti rispettare il linguaggio. A conferma del carattere testosteronico del suo intervento è che Nella sua critica manca la critica. Quale aspetto o passaggio l’ha fatta tanto indignare da usare termini decisamente insultanti?

  • Agata Mondo

    caspita quanti commenti inviperiti, e che avrà mai scritto Marta di così strano? E’ risaputo a chi legge che in passato esistevano le società matrilineari, comunemente dette società matriarcali e che l’organizzazione della società era differente. Di sicuro la donna e la Madre Terra erano più rispettate, e perché questo dovrebbe essere considerato un male?
    Io non ci vedo nessun attacco al genere maschile in sé, ma solo ad una visione basata sulla competizione, l’eccessiva razionalità, la guerra, il predominio che appartiene ad una visione più maschile che femminile. L’autrice non ha offeso nessun uomo che si possa definire tale, come alcune caratteristiche femminili portate all’estremo possono essere dannose, anche alcune caratteristiche maschili portate all’estremo possono diventarlo. Per questo sarebbe opportuno veramente ritrovare un’umanità basata sul rispetto del femminile e del maschile, un incontro che arricchisca e che valorizzi sia l’uomo che la donna. Gli scontri, l’aggressività e la violenza non fanno altro che allontanare sempre di più l’uomo e la donna che sono nati, secondo me, per sostenersi, amarsi e valorizzarsi a vicenda, nel rispetto delle rispettive specificità.

    • Marta Franceschini

      Grazie. Fa piacere che, ogni tanto, qualcuno ti capisca.

  • Giuseppe

    Articolo illuminante! Io mi ero convinto che il passaggio dalla preistoria alla storia fosse avvenuto per merito di una colonia aliena sulla Terra che ha contribuito a quel salto tecnologico documentato in Mesopotamia; la teoria qui illustrata, ovvero che questo passaggio sia stato frutto della trasformazione della civiltà da matriarcale in patriarcale, devo ammetterlo, mi piace di più!

    • Marta Franceschini

      Grazie. E’ incoraggiante.

  • AmerigoV

    Se Darwin aveva ragione con il ” The survival of the fittest”, sarebbe a dire che quelli forti non solo sopra-vivessero, ma anche dominarono. L’uomo dominava non perché’ era più intelligente ma più forte, e questo era parte della natura. Lucy di 3 milioni di anni aveva rotto tutte le ossa prima di morire, forse caduta da un albero, dove cercava rifugio. Se vogliamo sapere cosa era successo basta vedere oggi nel regno degli altri animali, noi non siamo differenti.

  • Valentino Terranova

    Bellissimo articolo! Sono da sempre stato un femminista ateo convinto…ancora mi domando come sia possibile che milioni di donne siano devote alla chiesa… per colpa di secoli di oscurantismo vi hanno relegato ai margini della società. Finalmente, dopo secoli di repressione, state riconquistando il vostro ruolo primario nella società… l’ho sempre pensato e ne sono certo… se il mondo fosse in mano alle donne avremmo solo pace e amore. Guardatevi “Dio esiste e vive a Bruxelles” ;)

    • Marta Franceschini

      Grazie.

  • Foresta Di Fangorn

    Sembra tutto troppo esagerato.

  • Andrés Gómez

    femminismo, fanatismo, frustrazione…. ma poi è convinta, e morde a chi non le è d’accordo…
    questa sottospecie di “donne” sono peggio dei maschi convinti che la donna sia “inferiore”, e di gran lunga!!!!

  • Simone Salve

    Articolo molto interessante. Diversi anni fa mi è capitato di leggere un libro che conservo ancora e che si intitola “I pilasti di Atlantide” di tal Yan Wilson in cui si tratta del ritrovamento dei resti di un’antica civiltà vissuta fino al 5600 ac che venerava la Grande Madre e con una società matrilineare.

    Cito l’autore: “Fintantoché prevalse l’ordine matrilineale della Grande MAdre con le sue somme sacredotesse che controllavano la terra , gli animali e le occupazioni umane, tutto il territorio che si estendeva dall’Iraq alle Orcadi visse in pace e armonia, proprio come le culture antiduluviane. Il perido successivo al 5600 ac continuò ad essere caratterizzato da sporadiche inondazioni pur se la costande desertificazione del Sahara rendeva quell’area sempre più inospitale.

    Ma il corpo finale all’imperdo della Grande Madre non venne inferto né da un eccesso di acqua né dalla sua mancanza. Gli sotirici concordano nell’affermare che dai territori orientali e nord-orientali del vecchio impero giunsero guerrieri dalla mentalità patriarcale che portarono con sé la egge della spada e le lingue indoeuropee, progenirici della maggior parte delle lingue parlate ancora oggi in Europa”.

    • Marta Franceschini

      Grazie, molto interessante. Lo leggerò. Marta.

  • arcangelo

    fino a quando qualcuno avrà l’arroganza di dividere in razze, categorie o in generi non potrà mai esserci la parità. ogni qualvolta qualcuno alzerà un muro isolerà gli altri, ma isolerà anche se stesso

  • Erik Ferrari

    Bhe Marta Fanceschini, è vero che in origine la religione era lunare e
    poi è diventata solare. Lei parla di spirito di rivalsa degli uomini che
    hanno preso il potere. Non giustifico quanto sia successo, ma posso
    supporre che da qualche parte della preistoria qualche esponente
    femminile abbia esagerato innescando questo spirito di rivalsa da parte
    maschile. Questo significa solo una cosa. Solo l’unione dello Yng e delloYang può portare all’equilibrio. Una società guidata solo da donne o solo da uomini può portare a incredibili ingiustizie. Dio non è maschile ne femminile.