Cuffie procurano gravi danni all’udito

Pubblicato il 16 gennaio 2015

cuffieLe hanno tutti: calciatori mentre si allenano, adolescenti in giro per strada e appassionati di musica, in casa, per non disturbare glia altri. Le cuffie, grandi o piccole, da qualche anno sono tornate di gran moda. Nei negozi specializzati se ne vendono di tutti i tipi. Colorate, grandi, minuscole, eccentriche. Ma, sotto all’apparenza, c’è un rischio per l’udito sottostimato.

Secondo un recente sondaggio le cuffie vengono utilizzate dal 75 % delle persone tra i 15 e i 45 anni, ma, se messe spesso, provocherebbero danni irreparabili all’apparato uditivo.

Uno studio svolto dall’istituto francese Ipsos., infatti, avrebbe dimostrato, analizzando 500 persone, che “in alcune categorie di persone l’ascolto col le cuffie supera le 7 ore giornaliere e alle volte 3 ore sono consecutive” come conferma Jean-Louis Horvilleur, audioterapista e autore della ricerca. “Quello che ci ha sorpreso è il volume molto forte al quale le persone ascoltano la musica, nella propria camera o nella metropolitana. Alcuni si addormentano addirittura con le cuffie”, aggiunge Christian Hugonnet, presidente della Ipsos.

I primi sintomi che evidenziano danni all’udito sono: sensazione di suono cotonato, ipersensibilità ai suoni, dolore all’orecchio. Ma, paradossalmente, oltre la metà degli intervistati (59 %) non fa nulla dopo aver risentito questi sintomi. Solo il 20 % ne parla con il proprio medico.
Se la sensazione non sparisce dopo una notte di sonno bisogna consultare un dottore. Il danno all’udito viene troppo spesso sottovalutato” spiega Christian Hugonnet, spiegando come sia fondamentale anche l’impatto psicologico della perdita dell’udito. Soprattutto nei giovani che si credono indistruttibili.

“Bisogna fare delle pause regolari in modo da far respirare l’orecchio, circa 10 minuti ogni 45 minuti” conferma Jean-Louis Horvilleur. Altra regola da rispettare: il tempo di ascolto e direttamente proporzionato all’altezza del volume: due ore per 91 dB, ma 15 minuti per 100 dB. Il suono infatti, mette pressione sul timpano: quando è troppo forte le cellule auditive possono staccarsi.

Se iniziamo a danneggiare il sistema uditivo a 18 anni prepariamo delle intere generazioni di sordi” lancia l’allarme il dottor Alain Londero, dell’ospedale Georges-Pompidou di Parigi.

 

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