La grande distribuzione butta via meno cibo delle famiglie

Pubblicato il 27 aprile 2015

spreco alimentareQuando vai a fare la spesa e vedi, tra gli scaffali, tantissimi prodotti freschi, ti chiedi sempre quanto di tutto quello verrà buttato via l’indomani, quando noi clienti non lo sceglieremmo più perché “non fresco”.
Incredibile pensare che i supermercati, i discount, i banchi del mercato buttano via meno roba di quella che gettiamo noi, nelle nostre cucine, dai nostri frigoriferi e dalle nostre credenze.

Ogni anno l‘Unione europea presenta i dati sullo spreco di cibo e secondo gli ultimi documenti, per il 2014, la grande distribuzione produrrebbe 10 volte in meno di rifiuti alimentari rispetto ai singoli consumatori. Oltre un terzo dei prodotti rimasti nei banchi frigo, nella zona della frutta e verdura o nell’area dedicata a pane e pasta freschi, infatti, andrebbero nelle mani delle Banche alimentari.

Oltre 100 milioni di tonnellate di cibo vengono buttati via ogni anno all’interno dell’Unione europea, così conclude Bruxelles, per lo studio che riguarda l’anno 2014.

Circa un terzo del cibo prodotto nel mondo viene perso o sprecato” secondo la Commissione europea. Le famiglie sarebbero all’origine del 42% dei rifiuti alimentari prodotti in Europa, più dell’industria agroalimentare (39%), di ristoranti e altri servizi alimentari (14%) e del commercio e della grande distribuzione (5%).
Nello studio, l’Ademe sottolinea come sia difficile dare una stima precisa dello spreco di cibo per certi paesi che forniscono solo pochissimi dati utili.

La Commissione europea è comunque riuscita a fornire dei numeri, sconcertanti: la grande distribuzione produrrebbe oltre 10 volte in meno di rifiuti alimentari rispetto alle famiglie, ossia 562.000 tonnellate (l’equivalente di 9,1 chili per abitante all’anno), contro 6,32 milioni di tonnellate (101,9 chili per abitante all’anno) in media per ogni paese dell’Europa.
In media un cittadino europeo contribuisce al 73,6% dello spreco alimentare, ben oltre ristoranti (12,5% e 1,08 MT), industria alimentare (7,3% e 626.000 tonnellate) e la grande distribuzione (6,6%).

Le famiglie tendono ad acquistare troppo, a conservare in posti non appropriati, a non saper leggere le etichette della scadenza e della conservazione, a sbucciare frutta che andrebbe mangiata intera, a gettare via le croste del pane o a sbarazzarsi dei resti della cena o del pranzo che potrebbero essere riutilizzati.
La grande distribuzione ha delle lacune nell’ambito del congelato, nella conservazione a volte in eccesso e nel buttare via prodotti che non hanno un bell’aspetto, perché considerati difettosi.

Ma la grande distribuzione sa anche come difendersi, affermando di lottare da anni contro lo spreco alimentare donando oltre il 30% del non venduto in beneficenza. Il cibo ricevuto dalle Banche alimentari, ad esempio, proverrebbe per il 36,3% da supermercati, discount ecc…

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