Siti di incontri, 11% degli uomini cerca storie non durature

Pubblicato il 14 luglio 2015

Computer keyboard conceptOramai trovare la propria anima gemella on line non è più una rarità, una eccezione, una cosa mai vista. Secondo un sondaggio svolto dalla Ifop però, in queste relazioni non ci sarebbe futuro e chi naviga sui siti di incontri cerca storie a breve termine.

Passando dal 22 al 38 % dal 2012 al 2015 le persone che si iscrivono a questi siti on line con l’intenzione di cercare una storia senza domani sono in forte aumento, soprattutto tra gli uomini.

La metà di essi, infatti, ammette di cercare solo rapporti passeggeri, contro l’ 11 % delle donne. Risultati, questi, che « confermano l’idea (…) abbastanza estesa» che « questi nuovi luoghi di incontro permettono di incontrare partner occasionali e non permettono di formare coppie stabili», si legge nello studio.

« C’è una forte tendenza: è raro di vedere delle nette evoluzioni come queste nel giro di tre anni », conferma François Kraus, direttore dello studio per Ifop. Una progressione che combacia con l’utilizzo di questi siti da parte di persone “grandi” di età : 4 francesi su 10 vi si sono iscritti durante la propria vita, contro 2 su 10 nel 2010. Le nuove tecnologie, in particolare lo smartphone, « creano un avvicinamento » grazie alla geolocalizzazione e all’anonimato che permettono a questi siti di riavvicinare persone spesso distanti.

In totale, un quarto dei francesi (26 %) ha già avuto un rapporto sessuale con una partner incontrata su un sito di incontri, contro il 13 % del 2012, rivela lo studio. Questa « cultura di “la storia di una sera” » si spiega, secondo François Kraus, con l’idea che abbiamo che « possiamo sempre trovare di meglio ». « L’utilizzo di nuove tecnologie permette di moltiplicare i partner per trovare, alla fine, quello giusto».

Le nuove tecnologie, inoltre, favoriscono la sessualità virtale, con azioni quali condivisione di foto o scambi di carattere sessuale tramite webcam. Queste due tendenze « portano il sesso ad essere visto come qualcosa che non richiede sentimento, una specie di masturbazione con il corpo dell’altro », conclude François Kraus.

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