Cellulari e depressione: uno studio rivela una correlazione

Pubblicato il 22 luglio 2015

La depressione è un disturbo mentale molto comune tra le nuove generazioni. Molto spesso però se ne sottovalutano i sintomi, comportando dei gravi problemi per la salute mentale futura di alcuni soggetti. Questa malattia impone un elevato onere della società in termini di costo, perdita di produttività, la sofferenza, la mortalità ed è una delle principali cause di disabilità in tutto il mondo. Entro il 2020, l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che la depressione sarà la seconda causa di “anni perduti di vita sana”.
La depressione è curabile utilizzando una varietà di metodi, tra cui l’assunzione di specifici medicinali che però la maggior parte dei malati sono riluttanti a prendere; il più delle volte ci vogliono anni prima che la depressione venga diagnosticata.

Uno studio della Northwestern Medicine, pubblicato sul Journal of Medical Internet Research, ha cercato di dimostrare l’esistenza di una correlazione tra l’utilizzo degli smartphone e la depressione. I telefoni cellulari stanno diventando i dispositivi più diffusi tra i consumatori; essi sono in grado di monitorare il contesto in cui un individuo si muove. E’ possibile sapere se effettua attività fisica, dove si trova, con chi, in quale ambiente e per quanto tempo. La depressione è associata a diverse componenti comportamentali (ad esempio la riduzione dell’attività, ritardo psicomotorio, alterazioni del sonno) e degli stati motivazionali (ad esempio, anedonia), alcune delle quali possono essere rilevabili utilizzando i sensori dei cellulari. Così, i telefonini possono essere facilmente utilizzati per monitorare questi indicatori e migliorare la gestione e il trattamento per le persone che soffrono di depressione. Un primo studio ha scoperto che i sensori dello smartphone sono stati efficaci nel rilevare i comportamenti sociali e del sonno nei pazienti con depressione e tali caratteristiche sono correlate in modo significativo con la gravità dei sintomi depressivi.

Cellulari e depressione

Sono stati reclutati per l’esperimento 40 adulti nell’arco temporale che va da aprile a luglio 2013, tramite degli annunci su Craigslist. I partecipanti dovevano possedere un account e-mail, un computer, avere Internet, passare la maggior parte della giornata nell’utilizzo di una rete cellulari, avere almeno 19 anni ed essere cittadini americani. All’inizio dello studio, i partecipanti sono stati invitati a compilare una valutazione on-line, costituita da un questionario sulla demografia e dall’Health Questionnaire-9, una misura comunemente usata per capire la gravità dei sintomi della depressione. I punteggi inferiori a 5 indicano assenza di depressione, da 5 a 9 una depressione lieve, 10-14 depressione moderata, 15-19 moderatamente grave, e oltre il 20 una depressione grave. Successivamente è stato installato sugli smartphone dei prescelti Purple Robot, il software di monitoraggio per la localizzazione GPS. I partecipanti sono stati istruiti a tenere il telefono con loro per tutto il giorno per la durata di 2 settimane.

Il risultato di questa ricerca dimostra che più tempo passiamo con il cellulare in mano, più siamo depressi. Infatti, se utilizziamo molto il cellulare è perché tendenzialmente stiamo molto a casa e quindi evitiamo il contatto con i nostri amici: questo è un chiaro segnale della malattia. Una persona depressa passa circa 68 minuti al giorno in compagnia del suo smartphone per evitare di pensare a ciò che non va, mentre chi non è depresso non vi dedica più di 17 minuti. Grazie al GPS si è potuto individuare la posizione degli individui: se si trascorre molto tempo a casa, ci si sposta poco, si mostra una tendenza ad isolarsi ed una mancanza di energia. Tutti chiari sintomi della depressione. L’accuratezza della ricerca si aggira intorno all’87%, tanto che uno degli autori David Mohr, ha dichiarato:

"Possiamo capire se una persona ha sintomi depressivi e la gravità di essi senza porle alcuna domanda. Ora abbiamo una misura oggettiva del comportamento legato alla depressione e la stiamo rilevando passivamente. I telefoni sono in grado di fornire dati discretamente e senza alcuno sforzo da parte degli utenti."
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