L’arte terapia può aiutare i malati di cancro

Pubblicato il 4 agosto 2015

Gestire la complessa risposta emotiva alla diagnosi di cancro è uno degli aspetti più difficili, non solo per il paziente ma anche per famiglia e gli amici. Stress, ansia, attacchi di panico e dolore sfiduciano il malato, spingendolo all’isolamento. Amici e parenti si ritrovano spaesati e dolorosamente impotenti. Le reazioni sono molteplici: c’è chi lo affronta di petto, c’è chi decide di ignorare il problema, c’è chi preferisce imbottirsi di farmaci. Pochi coloro che si affidano al medico e alla rete di amici per affrontare in sinergia questo dramma.

L’arte terapia può rappresentare un valido aiuto per chi non ha trovato sollievo diversamente. Ecco perché, lo scorso anno, una galleria d’arte americana, a Westport, nel Connecticut, ha lavorato con il Cancer Centre Smilow a Yale-New Haven Hospital allestendo laboratori artistici per malati di cancro.

L’arte terapia diventa un complice nella gestione delle emozioni. Diventa un canale principe per esprimere emozioni che, diversamente, non troverebbero sfogo. Il risultato è in una mostra che offre spazio a chi, prima di allora, non aveva mai preso in mano una matita, un pastello o un pennello.

arte terapia

Gabriella Kennedy, ispirata dalla malattia del padre, ha esposto le sue opere

Sempre negli Stati Uniti, l’organizzazione “Cancer Can Rock Foundation“, creata dal produttore musicale Jim Ebert (affetto di cancro al cervello), mira a:

Dare ai musicisti talentuosi con diagnosi di cancro aggressivo l’opportunità di condividere il loro genio con il mondo avendo a disposizione i migliori produttori, musicisti e strutture

Un paziente che ha avuto la possibilità di registrare una canzone scritta prima di aver saputo della malattia in uno studio a Falls Church, Virginia, spiega: “quando suono  uno strumento, non mi sento più come un malato “.  L’arte, in tutte le sue espressioni, come un compagno terapeutico , un modo inedito per condividere un’esperienza. Un modo diverso per chiedere aiuto.  Che le emozioni siano canalizzate su carta, attraverso note musicali, danza e/o il dramma, o attraverso l’occhio di una telecamera, l’importante è non tenersi tutto dentro.

arte terapia

Opera di Gabriella Kennedy

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